Anche nel 2018 meglio puntare sull’azionario europeo

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di Luca Spoldi 11 Dicembre 2017 | 15:07

Ancora un anno di buona crescita

Dieci anni dopo l’inizio della peggiore crisi finanziaria globale degli ultimi 80 anni, l’economia mondiale sta mostrando segni di una sincronizzazione della crescita contraddistinta da una crescita “ciclica” sempre più importante, da crescenti volumi di scambio, da profitti aziendali in crescita e tassi di disoccupazione in calo. “La combinazione di politiche monetarie estremamente accomodanti, bassi prezzi delle materie prime e una politica fiscale neutrale inizia a dare i suoi frutti” spiegano Hans Bevers e Bruno Colmant, rispettivamente Chief Economist e Head of Macro Research di Degroof Petercam.

Degroof Petercam punta sulle azioni europee

La società d’investimento prevede che il 2018 possa pertanto essere un anno di “sostenuta ripresa economica” nelle principali aree geografiche, con un proseguimento del ciclo economico espansivo a livello mondiale “sebbene i rischi finanziari siano in crescita sia sui mercati azionari sia sui mercati immobiliari”. A patto di operare una rigorosa selezione, i mercati azionari restano interessanti, in particolare per quanto riguarda i listini europei, i preferiti dagli esperti di Degroof Petercam.

Reddito fisso: meglio ridurre la duration

La società ha invece deciso di ridurre la sensibilità ai tassi del suo portafoglio obbligazionario, preferendo ridurre la duration del portafoglio, pur non attendendosi che la “normalizzazione” delle politiche monetarie comporti un marcato incremento dei tassi sui titoli a lungo termine. In alternativa ai tradizionali investimenti in titoli di stato, Degroof Petercam suggerisce di puntare su corporate bond “investment grade” in euro, che dovrebbero registrare un limitato rialzo dei rendimenti e hanno duration spesso più corte di quelle dei titoli di stato, oppure bond internazionali indicizzati all’inflazione.

Dollaro e oro solo per diversificare

Il dollaro, che resta sopravvalutato rispetto all’euro, dovrebbe comunque consolidare nel corso del 2018, complici divergenti politiche monetarie, mentre l’oro continua a rappresentare una buona opportunità di diversificazione, dato che tassi reali bassi ne continueranno a sostenere le quotazioni e, come il dollaro, può rappresentare un “porto sicuro” nel caso di improvvise tensioni o di un incremento delle spinte inflazionistiche.

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