La bella addormentata di Piazza Affari vale una scommessa?

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di Luca Spoldi 13 Dicembre 2017 | 11:28

Quotazioni stabili da un anno

Può un titolo del “made in Italy” sinonimo di lusso come Luxottica, capace di raddoppiare le proprie quotazioni a Piazza Affari in meno di tre anni, passando dai circa 31 euro della metà dicembre 2012 ai 66,65 euro toccati a inizio agosto 2015, trasformarsi in una “bella addormentata” le cui quotazioni da dodici mesi continuano ad oscillare, al massimo di 4 euro, sopra o sotto i 50 euro per azione?

Pesa attesa per via libera su Luxottica-Essilor

Evidentemente sì, visto che anche oggi a Piazza Affari Luxottica è indicata a 50,75 euro con un rialzo dello 0,4% che se mantenuto fino a fine giornata porterebbe il risultato a 12 mesi a sfiorare appena l’1% di rialzo. A incidere sull’andamento delle quotazioni del colosso che fa capo a Leonardo Del Vecchio (tra i principali azionisti anche di Foncier des Regions, cui nel 2007 conferì la quota di maggioranza relativa di Beni Stabili, e di Generali) è da mesi l’attesa per il definitivo via libera alla fusione con Essilor.

Un’operazione da 50 miliardi di euro

L’operazione, destinata a far nascere un colosso con una capitalizzazione di mercato di oltre 50 miliardi di euro e ricavi per quasi 17 miliardi l’anno (per il 54% realizzati in Nord America, per il 22% in Europa, per il 18% in Asia, Medio Oriente e Africa e per il 6% in America Latina) pur avendo già ricevuto il via libera degli Antitrust di Australia, Colombia, Corea del Sud, Giappone, India, Marocco, Nuova Zelanda, Sud Africa, Russia e Taiwan, deve ancora ricevere l’ok delle autorità di Stati Uniti, Cina, Brasile ed Europa. Lo stesso Del Vecchio aveva auspicato un via libera almeno dalla Ue entro fine anno, ma molti analisti sono scettici e prevedono che non si arriverà all’approvazione prima di gennaio-febbraio prossimi.

I due leader guardano avanti: il titolo ripartirà?

In ogni caso sia Del Vecchio sia Hubert Sagnieres, numero uno di Essilor, appaiono determinati a portare a termine l’operazione, tanto che lo stesso Sagnieres in un’intervista al Financial Times ha anticipato che non conta di rimanere a lungo a vertici del colosso e che tra 6 mesi e 5 anni dopo che la fusione avrà ricevuto tutti i necessari via libera potrebbe essere selezionato un nuovo Ceo “esterno” al gruppo per assicurarne la gestione e la crescita futura. Sarà quello il segnale in grado far decollare le quotazioni della futura Luxottica-Essilor?

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