La Fed proseguirà nella “normalizzazione”

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di Luca Spoldi 13 Dicembre 2017 | 16:19

Tassi: Fed pronta al terzo rialzo del 2017

In serata la Federal Reserve americana dovrebbe alzare i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali per la terza volta da inizio anno. Sarà, come ricorda Andrew Wilson, Ceo di Goldman Sachs Asset Management per l’area Emea, un ulteriore passo avanti verso la “normalizzazione” della politica monetaria del paese. Il prossimo anno sarà caratterizzato da un cambiamento di leadership ai vertici della stessa Fed e le solide condizioni economiche faranno parte delle sfide che la banca centrale dovrà affrontare.

Goldman Sachs AM: crescita proseguirà pur rallentando

Goldman Sachs Asset Management in particolare prevede che la crescita economica globale proseguirà nel 2018, anche se con un ritmo più lento. Se così sarà, l’attuale espansione statunitense diventerebbe la seconda più lunga mai registrata, subito dopo la crescita record (in termini di durata) registrata negli anni ‘90. Tra un mese, infatti, l’indice S&P 500 supererà il record di 66 mesi di crescita continuata senza un calo di almeno 5 punti percentuali.

Yellen ha avviato la “normalizzazione”

Janet Yellen, presidente della Fed, sta per lasciare il timone della banca centrale al governatore Jerome Powell, in un momento in cui l’economia del paese si trova in una situazione di crescita degli investimenti in fattori della produzione. Sotto la guida della Yellen, la Fed ha effettuato diversi incrementi dei tassi di interesse e ha avviato il processo di normalizzazione del bilancio senza generare un “Taper Tantrum 2.0” (ossia panico degli investitori con conseguenti correzioni di mercato).

Powell aumenterà ancora i tassi nel 2018

Wilson ritiene che nel 2018 Powell adotterà una linea simile a quella della Yellen nel 2017, “con tre incrementi dei tassi di interesse” e che le attese di mercato relative agli aumenti dei tassi “siano irrealisticamente basse”, creando spazio per una ripresa della volatilità di mercato qualora l’attuale traiettoria della Fed rispetto all’incremento dei tassi di interesse dovesse essere ricalibrata al rialzo. Resta da capire se il 2018 riuscirà a risolvere il “mistero” di quest’anno di un’inflazione sorprendentemente bassa e sarà interessante vedere fino a che punto la formazione e le esperienze pregresse di Powell influenzeranno la sua reazione.

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