Bitcoin: anche Cme e TD Ameritrade aprono ai future

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di Luca Spoldi 18 Dicembre 2017 | 10:08

Arrivano Cme e TD Ameritrade

Nonostante il clamore mediatico, l’avvio delle contrattazioni dei future sui Bitcoin al Cboe la scorsa settimana non è stato così esplosivo come qualcuno si attendeva, ma da oggi le cose potrebbero cambiare. Ieri, infatti, ha sono partiti gli scambi di un secondo contratto future sulla più famosa critpovaluta al mondo sul Cme, mentre con l’apertura di stamane anche sulla piattaforma di TD Ameritrade sarà possibile scambiare contratti future sui Bitcoin.

Si punta agli investitori retail

L’arrivo sulla scena di TD Ameritrade viene indicato da molti trader americani come un evento particolarmente significativo, perché la società gestisce il numero maggiore di ordini sui future tra tutti i broker online e questo dovrebbe significativamente aumentare la propensione a operare sui Bitcoin anche da parte degli investitori retail, incrementando così la liquidità del mercato. Anche l’avvio del contratto sul Cme è interessante, dato che su questo mercato si registrano giornalmente volumi di scambio di contratti future più robusti di quelli che registra il Cboe.

Sul Cboe volumi modesti finora

Ciò significa maggiore trasparenza degli scambi e, anche in questo caso, un potenziale aumento della fiducia degli investitori in questi strumenti, finora caratterizzati da quotazioni volatilissime e totale opacità. Sul Cboe intanto si iniziano a fare i primi conti: dopo l’entusiasmo del debutto, i volumi si sono assestati attorno ai 60 milioni di dollari di nozionale al giorno, in media, contro i circa 8,5 miliardi di dollari di Bitcoin scambiati complessivamente sul web ogni giorno.

Hedge fund ancora alla finestra

I bassi volumi di scambio sui future sulla criptovaluta sembrano dipendere dal fatto che chi detiene e scambi i bitcoin (e chi li “mina”, ottenendone ogni volta di nuovi) è quasi sempre un investitore retail non residente negli Usa e non ha la possibilità di entrare e uscire facilmente dalla sua posizione, visto che finora i grandi broker si sono tenuti alla larga dal business. Quando “big” di Wall Street come Jp Morgan, Morgan Stanley e altri accetteranno di scambiare future sui Bitcoin, anche i fondi hedge potranno iniziare a costruire delle posizioni più o meno aggressive nei due sensi e le cose potrebbero cambiare.

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