Come sfruttare il rialzo delle quotazioni dei metali industriali

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di Luca Spoldi 27 Dicembre 2017 | 15:54

Rame sui massimi dal 2014

Ridurre la produzione di un bene serve a sostenerne le quotazioni: lo si è già visto col petrolio, che sta chiudendo l’anno vicino ai 60 dollari al barile, rispetto ai 54 dollari scarsi a cui aveva chiuso il 2016 (e contro un minimo di 42,5 dollari al barile toccato alla fine dello scorso giugno), lo si sta rivedendo anche con metalli industriali come il rame, che potrebbe essere una delle materie prime su cui puntare l’anno prossimo.

Cina blocca produzione per una settimana

Già ora, dopo che le autorità cinesi hanno deciso di bloccare per almeno una settimana la produzione del maggiore produttore di rame cinese, il gruppo Jiangxi Copper, per ridurre i livelli di inquinamento (dopo che già la stessa decisione era stata adottata per il secondo maggior produttore, Tongling Nonferrous Metals Group), i prezzi si sono portati a 7.210 dollari per tonnellata, il massimo dal 2014 e circa il 30% sopra ai livelli di 12 mesi fa (solo l’alluminio ha finora fatto meglio tra i metalli industriali, riportandosi sui massimi dal 2012).

Rialzo può proseguire anche nel 2018

La corsa al rialzo del rame potrebbe proseguire, vista la crescente domanda anche da parte di nuovi settori come quello delle auto elettriche. Il maggior produttore al mondo, la cilena Codelco, prevede infatti che nei prossimi anni il metallo possa testare nuovi record storici attorno a 10 mila dollari alla tonnellata, mentre anche gli esperti di Ubs Wealth Management prevedono che il trend rialzista possa proseguire nel 2018 raggiungendo almeno i 7.400 dollari la tonnellata.

Oltre ai titoli minerari si può investire in Etc

Per chi volesse scommettere sull’ulteriore rialzo delle quotazioni dei metalli industriali, l’alternativa oltre che investire in titoli azionari di gruppi come Alcoa, Codelco e appunto produttori come Jangxi Copper potrebbe essere puntare su Etc/Etn come quelli di Etfs: al momento sul mercato italiano sono quotati sia sul prodotti indicizzati sul rame sia sull’alluminio, sullo zinco, sul nickel, sul piombo e sullo stagno, con o senza copertura del rischio di cambio.

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