REVIEW | obbligazioni a tasso misto in dollari Goldman Sachs

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di Luca Spoldi 5 Gennaio 2018 | 09:46

Tasso fisso elevato per i primi 2 anni

Goldman Sachs ha emesso nuove obbligazioni a tasso misto in dollari statunitensi, con durata 10 anni, che offrono agli investitori flussi cedolari annuali fissi per i primi due anni pari a 6,50% annuo lordo e flussi cedolari annuali variabili a partire dal terzo anno e fino alla scadenza, pari al tasso di riferimento Libor in dollari a 3 mesi, con valore minimo pari all’1% annuo lordo e valore massimo pari al 4% annuo lordo.

Euribor a 3 mesi in dollari dal terzo anno

E’ inoltre previsto il rimborso integrale del valore nominale a scadenza nella valuta di denominazione (il dollaro statunitense), fermo restando che le obbligazioni sono soggette al rischio di credito dell’emittente e del garante e che pertanto nel caso in cui l’emittente e il garante non siano in grado di adempiere agli obblighi connessi alle obbligazioni, gli investitori potrebbero perdere in parte o del tutto il capitale investito.

Primi due anni tasso fisso, poi variabile

In particolare, gli investitori riceveranno cedole fisse annuali alla fine del primo e del secondo anno dalla data di emissione. Dal terzo anno fino alla data di scadenza, l’emittente corrisponderà cedole annuali variabili lorde legate all’andamento del tasso di riferimento (Libor in dollari a 3 mesi) con valore minimo pari a 1,00% e valore massimo pari a 4,00%.

Previsti minimi e massimi

In uno scenario in cui il tasso di riferimento assuma un valore inferiore all’1,00%, la cedola annuale variabile lorda risulterà pari al suo valore minimo (1,00% lordo, ovvero 0,74% netto). Alla scadenza gli investitori riceveranno un ammontare pari al 100% del valore nominale delle obbligazioni, fermo restando il rischio di credito dell’emittente e del garante e il rischio relativo alla valuta di denominazione.

Esposizione al rischio di cambio
Da notare infine che essendo il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale in dollari statunitensi, il rendimento complessivo delle obbligazioni espresso in euro è esposto al rischio di cambio. Ciò vuol dire che, nel caso di deprezzamento del dollaro statunitense rispetto all’euro, l’investimento potrebbe generare una perdita in euro.

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