Per le banche italiane torna il sereno in borsa

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di Luca Spoldi 11 Gennaio 2018 | 11:39

Banche italiane, un buon inizio d’anno

Dopo le prese di profitto viste a fine anno sui titoli delle banche italiane legate all’incertezza sui tempi e modi dell’introduzione delle linee guida Eba per la gestione degli Npl e al leggero incremento dei requisiti patrimoniali Srep per la maggior parte di loro, a Piazza Affari il comparto bancario ha registrato un buon avvio di 2018.

Europa e debito assenti dal dibattito politico

Al momento, notano gli esperti di Credit Suisse, nel dibattito politico italiano che va accendendosi in vista delle elezioni del 4 marzo mancano del tutto i temi del debito pubblico (coi partiti impegnati a promettere tagli delle tasse o incrementi delle misure di sostegno al reddito rigorosamente senza indicare dove si troveranno le coperture necessarie, ndr) e dell’Europa. Tuttavia secondo gli analisti la possibile formazione di una “grande coalizione”, che sta diventando la “nuova normalità” in Europa, dovrebbe limitare i rischi di deriva populista.

Modesto aumento dei requisiti Srep

Lo Srep ha portato ad un incremento medio, a livello di sistema bancario italiano, di 6 punti base (dal 2,11% al 2,17%) dei requisiti “Pillar 2”, ovvero di 12 punti base (dal 9,45% al 9,57%) a livello di requisiti di capitale complessivi. La Bce continua poi a monitorare l’andamento degli Npl e si sta dimostrando più tollerante con le banche che hanno proposto piani di riduzione “aggressiva” degli stessi.

Pulizia di bilancio potrebbe accelerare

Infine, le linee guida Eba e Basilea 4 dovrebbero avere un impatto negativo “spalmato” sul lungo periodo, dato che se il calendario per l’implementazione deve ancora essere fissato, gli esperti ritengono che il rischio maggiore sia una possibile accelerazione del processo di pulizia di bilancio imposto dalla Bce. Ma dato le banche stanno già spontaneamente accelerando il processo, anche tale rischio appare ridotto.

Intesa Sanpaolo resta il titolo preferito

Così gli esperti si limitano a suggerire di focalizzarsi su Intesa Sanpaolo, ritenuta il “top pick” di settore (rating overperform, targett price 3,2 euro per azione), che col nuovo piano in arrivo a febbraio potrebbe annunciare un’ulteriore riduzione degli Npl per 10 miliardi, mentre Unicredit potrebbe ridurli di altri 4 miliardi e Banco Bpm di altri 3.

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