I robot advisor piacciono ancora ai fondi di venture capital

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di Luca Spoldi 12 Gennaio 2018 | 10:29

Wealthfront, un grande avvenire alle spalle?

Alcuni anni fa Wealthfront era balzata al comando nelle campo delle gestioni automatizzate di patrimoni, col suo fondatore e Ceo Andy Rachleff che prevedeva che in un prossimo futuro un unico grande gestore automatizzato avrebbe svolto gran parte del lavoro nel settore, così come era capitato ai vari Facebook, Linkedin e Google nei rispettivi ambiti di attività. Ma poi la rivale Betterment ha superato Wealthfront, Rachleff ha lasciato la carica di amministratore delegato e nel settore è prevalsa la convinzione che la pura automazione non avrebbe mai funzionato.

Rachleff torna in sella grazie ai fondi di venture capital

Ora Rachleff è tornato nuovamente in sella, avendo raccolto 75 milioni di dollari di finanziamenti di venture capital per il robo-advisor che ha fondato nel 2007 e si prepara a sfidare nuovamente Betterment, che nel frattempo ha superato Wealthfront del 37% in termini di masse gestite. L’ultimo round di finanziamento, guidato da Tiger Global Management Llc con la partecipazione di molti investitori di venture capital esistenti, rappresenta il primo aumento di capitale di Wealthfront dal 2014, quando Spark Capital aveva guidato un round da 64 milioni.

La sfida con Betterment resta aperta

A quel tempo Wealthfront si vantava di avere riserve in contanti per 100 milioni di dollari. Tiger Global Management, fondata da Charles Payson Coleman III come fondo hedge nel 2001, ha poi aggiunto una divisione di private equity nel 2003 ed oggi gestisce 7 miliardi di dollari in fondi hedge, 3,5 miliardi in un fondo “long only”, oltre a 10 miliardi di investimenti di venture capital e private equity. Al momento Wealthfront gestisce 9,5 miliardi di patrimoni e dispone di 205 milioni di capitali di venture capital, numeri importanti ma che restano distanti da quelli di Betterment, che gestisce patrimoni per 13 miliardi e ha fondi di venture capital per 275 milioni.

Quanto valgono i grandi robot-advisor Usa?

Sia Wealthfront sia Betterment sono le due sole società di robot advisor indipendenti che raccolgono finanziamenti da investitori di venture capital, ma questo non sembra di per sé un elemento in grado di essere il fattore vincente di lungo periodo, in un mercato in cui società come Softbank creano fondi da 200 miliardi di dollari per investire nel comparto fintech americano. Incerte restano anche le valutazioni: nel 2014 il round di finanziamento di Wealthfront si era basato su una valutazione di 700 milioni della società, valutazione che potrebbe ancora essere valida, mentre Betterment lo scorso ottobre aveva raccolto fondi venendo valutata 1 miliardo di dollari. Se Rachleff riuscirà a far sbarcare Wealthfront a Wall Street, sulla base di quale valutazione avverrà l’Ipo?

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