Crescita: State Street Global Advisor prevede un ritorno al trend pre-crisi

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di Luca Spoldi 15 Gennaio 2018 | 10:56

Crescita globale a +3,7% nel 2018

“Oltre dieci anni dopo le prime avvisaglie di quella che sarebbe stata la crisi finanziaria mondiale” la crescita globale “ritornerà finalmente al suo trend storico del 3,7% nel 2018” secondo il team di economisti di State Street Global Advisors guidato da Chief Economist, Chris Probyn. Ciò che è davvero importante determinare, si legge nell’ultimo outlook macroeconomico della casa americana, “è se si tratta solo di un incremento ciclico”.

Si tratta solo di una ripresa ciclica?

La ripresa dalla crisi economico-finanziaria mondiale, notano gli esperti, “è stata insolitamente lunga e contenuta” anche se coerente con quelle di altre crisi finanziarie indotte dal credito. “I miglioramenti a cui abbiamo assistito lo scorso anno sono stati abbastanza diffusi”, ma dal punto di vista di State Street si tratta “di una ripresa del ciclo economico piuttosto modesta rispetto a un vero e proprio rimbalzo”.

Inflazione resta impercettibile

Ciò anche tenendo conto del fatto che la combinazione di dati demografici in calo e di un rallentamento della crescita della produttività “significa che il tasso di crescita sostenibile o potenziale delle economie avanzate resta contenuto”. Anche l’inflazione resta “impercettibile” notano gli economisti che dopo i modesti rialzi del 2016 e del 2017 prevedono che l’andamento dei prezzi al consumo si stabilizzerà nel 2018, salvo che i prezzi del petrolio non aumentino ulteriormente.

Le previsioni di State Street

Quanto alla crescita, gli esperti per gli Usa “in mancanza di misure di stimolo” prevedono una leggera accelerazione rispetto alle stime di +2,2%. In Europa la crescita dovrebbe essere attorno al +1,9% anche per via dell’apprezzamento dell’euro, del rincaro del petrolio e della riduzione degli acquisti di bond da parte della Bce. In Giappone la crescita potrebbe salire al +1,6%. Prospettive positive anche per i mercati emergenti: la Cina dovrebbe crescere del 6,4%, in modesto rallentamento dal +6,8% dello scorso anno, l’India potrebbe riaccelerare a +7,5%, la Russia dopo la fine della recessione e la crescita dell’1,5% lo scorso anno potrebbe offrire “quanto meno” un bis. Più in chiaroscuro il quadro per il Brasile, ancora condizionato dall’incerto scenario politico.

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