Mutui: in attesa del 4 marzo, come variano i tassi in Italia e nel mondo

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di Luca Spoldi 18 Gennaio 2018 | 10:28

Mutui: come stanno cambiando i tassi

A poco più di due mesi dalle elezioni politiche, in Italia il mercato dei mutui per l’acquisto della casa pare alle soglie di una svolta rilevante. Dopo mesi e mesi di tassi calmierati, principalmente per effetto della politica monetaria della Bce, Facile.it e Mutui.it hanno deciso di fare il punto su quello che sta accadendo ai tassi (fissi e variabili) applicati dalle banche sia in Italia, sia in altre parti del mondo.

In Italia ulteriore calo sia sul fisso sia sul variabile

Numeri alla mano, la variazione dello scenario in atto è evidente: rispetto alla stessa analisi svolta lo scorso settembre, in Italia si è ridotto significativamente sia il valore del tasso fisso sia di quello variabile. A fine estate le migliori offerte, per il fisso, oscillavano fra il 2,01% ed il 2,08% mentre oggi chi opta per questo genere di mutuo ottiene senza troppe difficoltà fino all’1,85%. Discorso analogo per il tasso variabile che a settembre 2017 si muoveva tra l’1,03% e l’1,10% e oggi vede offerte attorno allo 0,94%.

Nessun paese offre tassi variabili più bassi dell’Italia

Dopo un periodo di relativa tranquillità tanto politica quanto monetaria per l’Eurozona che ha consentito ai tassi di rimanere bassi, nota Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, “l’esito delle urne italiane e le conseguenze del voto italiano su base europea saranno importanti per capire se questa pax economica potrà continuare tranquillamente o meno”. Allargando l’orizzonte dell’analisi agli altri mercati europei si vede come i mutui a tasso fisso vanno dall’1,50% della Spagna al 4,68% della Grecia mentre quelli a tasso variabile oscillano fra lo 0,95% francese e l’1,45% austriaco.

Mutui più cari fuori dall’euro, specie in Gran Bretagna

Uscendo dall’area euro, l’analisi di Facile.it e Mutui.it ha considerato anche i valori di Regno Unito e Stati Uniti: nel primo caso il tasso fisso è oggi offerto al 4,50% (era 4,20% lo scorso settembre), mentre il variabile è passato dal 3,30% al 3,60%. Negli Usale migliori offerte a tasso fisso sono salite dal 3,38% al 3,67%; quelle a tasso variabile restano più favorevoli anche in questo caso e si attestano attorno al 3,15%.

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