Bond emergenti, si può provare a cavalcare il rimbalzo del decennale russo

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di Luca Spoldi 31 Gennaio 2018 | 08:00

Tesoro Usa scheda oligarchi russi

Rendimenti che calano sui minimi degli ultimi 4 mesi per i bond russi, dopo che l’assenza di ulteriori dettagli ha di fatto segnalato la non volontà degli Usa di imporre nuove sanzioni, dopo la pubblicazione lunedì sera da parte del Dipartimento del Tesoro di una lista di 114 personalità che hanno legami diretti col Cremlino, una lista in cui rientrano Roman Abramovic, proprietario della compagnia petrolifera Sibneft e del Chelsea footbal club, ma anche Oleg Deripaska, imprenditore e direttore generale della holding dell’alluminio RusAI, l’oligarca Vladimir Potanin, proprietario del complesso minerario della città di Norilsk, ed Evgenij Kaspersky, fondatore di Kasperky Lab (prodotti antivirus).

Lista nera non spaventa i bond di Mosca

La lista era attesa da tempo, ma dal Tesoro Usa hanno subito precisato che non costituisce una “lista delle sanzioni” bensì solo una “misura di deterrenza” volta a punire le interferenze russe sulle elezioni presidenziali Usa del 2016 e le violazioni dei diritti umani legate all’annessione della Crimea e alle operazioni militari in Ucraina orientale. Da notare che Washington ha comunque avvisato governi e aziende straniere che transazioni “significative” con compagnie russe presenti nella lista “potrebbero essere sanzionate” in futuro sulla base della legislazione già in vigore e senza necessità di ulteriori sanzioni specifiche.

Moody’s migliora outlook, S&P’s potrebbe imitarla

Al momento comunque i timori più forti sembrano essersi dispersi, così Moody’s Investors Service ha colto la palla al balzo per alzare il suo outlook sulla Russia da “stabile” a “positivo”, cosa che fa prevedere un miglioramento del rating sovrano (che potrebbe tornare nella fascia degli “investment grade” se le sanzioni al momento in vigore fossero del tutto rimosse). Anche S&P Global Ratings, che come Moody’s giudica il rating sovrano russo un notch sotto il livello “investment grade” potrebbe migliorare il suo giudizio il prossimo mese.

Societe Generale consiglia di comprare bond russi

Risultato: oggi il bond governativo russo OFZ scadenza gennaio 2028 è tornato a salire, col rendimento sceso al 7,32% (10 punti base meno di ieri), il livello minimo dai tempi in cui Mosca si è annessa la Crimea, mentre Societe Generale in una nota ha consigliato ai suoi clienti di acquistare il titolo perché “l’attuale approccio statunitense diminuisce significativamente il rischio di dure misure contro il debito sovrano russo a breve termine”. Un quadro che sembra far bene anche al rublo, tornato ad apprezzarsi leggermente contro dollaro. Insomma: è tempo per gli investitori a reddito fisso più avvezzi al rischio di provare ad approfittare del rimbalzo dei titoli di stato di Mosca? Così sembrerebbe.

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