State Street: il mercato non reagisce più alle riunioni della Federal Reserve

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di Luca Spoldi 1 Febbraio 2018 | 09:16

Yellen, un commiato senza sorprese

Tutto come da attese nell’ultimo Fomc di Janet Yellen quale presidente della Federal Reserve, con tassi, programma di riduzione del bilancio e commenti rimasti assolutamente invariati: come nota Lee Ferridge, responsabile multi-asset strategy North America di State Street Global Markets, il mercato “ha già incorporato nelle valutazioni una mossa al prossimo meeting di marzo con una probabilità dell’85% e non c’è ragione per non essere d’accordo”.

Mancanza di reazioni può diventare regola

Secondo Ferridge questa mancanza di reazione alle riunioni della Fed “potrebbe diventare la regola nel 2018. Con tre rialzi previsti dai “dot” della Fed e il mercato ampiamente concorde, ci vorrebbe una divergenza significativa tra l’economia e/o l’inflazione per modificare il percorso atteso per quest’anno, divergenza che tuttavia sembra improbabile in questa fase”. Anche perché, aggiunge l’esperto, “probabilmente il pacchetto di riforma fiscale avrà uno scarso effetto di stimolo sulla domanda aggregata, lasciando la crescita al di sotto del 2% mentre, come è avvenuto da molti anni, è difficile riscontrare pressioni inflazionistiche coerenti e reali”.

State Street: mercato incorpora già 3 rialzi

Anche per Sophia Ferguson, senior portfolio manager active fixed income and currency di State Street Global Advisors, il tema chiave per il Fomc sarà di quanto aumentare i tassi in futuro. “Mentre l’impatto del pacchetto fiscale sulla politica monetaria è diventato recentemente molto importante, saranno necessari rialzi più rapidi e aggressivi solo se la politica fiscale aumenterà la domanda quanto basta per produrre un incremento inatteso della crescita e un calo inaspettato della disoccupazione”, cosa che la Ferguson non ritiene probabile, prevedendo che politica fiscale non fornirà un forte stimolo alla domanda aggregata, ma piuttosto avrà degli impatti sul lato dell’offerta con un limitato impulso inflazionistico.

La curva dei tassi si appiattisce ulteriormente

Da parte sua Antoine Lesné, responsabile ETF strategy Emea di Spdr ETFs (State Street Global Advisors), ha osservato come col mercato che sta attualmente scontando la possibilità di tre rialzi e la curva dei Treasury statunitensi, la curva dei tassi “potrebbe appiattirsi ulteriormente durante l’anno, a meno che non ci siano sviluppi inattesi sull’inflazione a causa dell’azione di stimolo fiscale.” Gli investitori in ETF “hanno mostrato propensione a gestire questo appiattimento attraverso un’esposizione alle obbligazioni societarie statunitensi, sia a breve che a lunga scadenza”.

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