Wall Street tira il freno, neppure Exxon Mobil e Chevron evitano il rosso

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di Luca Spoldi 2 Febbraio 2018 | 18:33

Exxon Mobil e Chevron indietro tutta

Giornata negativa anche per le “major” del settore petrolifero statunitense, nonostante prezzi del petrolio che tornano vicino ai 70 dollari al barile: Chevron perde oltre il 3,5%, mentre Exxon Mobil cala del 5,7% nonostante la pubblicazione di conti in crescita nel quarto trimestre e nell’intero 2017. Chevron in particolare ha registrato 3,1 miliardi di dollari di utile netto (1,64 dollari per azione), in netta crescita rispetto ai 415 milioni (0,22 dollari a titolo) dello stesso periodo del 2016. I guadagni per l’intero 2017 sono stati di 9,2 miliardi (4,85 dollari per azione) contro una perdita di 497 milioni (0,27 dollari per azione) nel 2016.

Utili record, ma al mercato non bastano

Exxon Mobil invece ha chiuso il quarto trimestre con un balzo degli utili grazie all’aumento dei prezzi del petrolio e al taglio dei costi. L’utile netto è infatti risultato pari a 8,4 miliardi (1,97 dollari per azione) contro gli 1,7 miliardi (0,41 centesimi per azione) dello stesso periodo un anno fa e contro un consenso che non superava gli 1,04 dollari per azione. Al netto dei benefici fiscali e delle svalutazioni l’utile è tuttavia risultato pari a 0,88 centesimi per azione.

A pesare sono i dati su occupati e paghe orarie

A pesare sui due colossi petroliferi e più in generale sull’intero listino di New York (il Dow Jones perde stasera oltre l’1,3%, l’S&P500 oltre un punto e così pure il Nasdaq) è il forte aumento dei “non farm payrolls”, ossia dei posti di lavoro non agricoli: 200 mila a gennaio, ben oltre le previsioni, con inoltre il più forte incremento delle paghe orarie (+2,9% su base annua) dai tempi della Grande Recessione 2008-2009.

Economia si surriscalda, in arrivo altri rialzi dei tassi?

Un segnale che l’economia americana anche senza ulteriormente comprimere la disoccupazione (ferma al 4,1%) sta iniziando a surriscaldarsi dopo sette anni di crescita e questo potrebbe significare ulteriori rialzi dei tassi in arrivo. Cosa che non fa piacere agli investitori azionari, nonostante la qualità delle trimestrali si confermi buona e le sorprese positive sul fronte degli utili non manchino. Sorprese che stasera non sono sufficienti a evitare nuove prese di profitto su un listino che rimane del resto vicino ai suoi massimi storici.

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