I Fondi comportamentali, 5 (+1) ragioni del successo

A
A
A
di Redazione 6 Febbraio 2018 | 12:22

Di Philippe Denef, CIO Quantitative Equity, Degroof Petercam AM

L’analisi di dati storici ci suggerisce che quando le azioni growth di società in crescita o le azioni più difensive registrano una buona performance, le azioni value sottoperformano e viceversa. I fondi value, che per la maggior parte si basano sull’analisi fondamentale, possono quindi diversificare e contribuire a regolarizzare la performance a lungo termine di un ampio portafoglio azionario. Studi accademici mostrano che spesso gli investitori lasciano che le loro emozioni ostacolino decisioni efficaci. In periodi di tensione sui mercati, tendono a farsi prendere dal panico vendendo azioni, anche se dati oggettivi potrebbero indicare una potenziale ripresa. Il comportamento irrazionale porta a sottovalutare o sopravvalutare le situazioni.

Nel frattempo, l’esperienza ha dimostrato che, nel corso del tempo, la redditività dell’azienda e quindi i prezzi delle azioni tendono a convergere alla media e, pertanto, è probabile che un titolo azionario sottovalutato riprenda a crescere. Un fondo comportamentale può creare valore nel lungo periodo grazie all’uso sistematico di fattori oggettivi nel processo di selezione delle azioni, basato su un modello quantitativo. Le anomalie di valutazione sono sistematicamente identificate e sfruttate, mentre le pressioni emotive all’acquisto o alla vendita sono in gran parte eliminate.

5+1 mosse per rafforzare un portafoglio azionario con i fondi comportamentali:

1. Compra basso e vendi alto! Sulla base del rapporto valore di mercato/patrimonio netto contabile di una società, i titoli azionari value sono significativamente più economici rispetto a quelli che rientrano nella categoria growth, soprattutto negli Stati Uniti.

2. Il “Trump Trade”. La riforma fiscale proposta da Trump è stata approvata all’ultimo secondo del 2017 – tale accordo è stato associato al cosiddetto “trade di reflazione” che alternativamente si è rafforzato e indebolito negli ultimi 12 mesi in linea con le prospettive di approvazione del disegno di legge di stimolo all’economia. Ora che l’intesa è chiusa, non c’è nulla che in linea di principio possa frenare l’implementazione della riforma fiscale, fattore che tende a beneficiare i titoli value.

3. Dimensioni e Sensibilità. Gli Indicatori della salute dell’attività manifatturiera, come il Purchasing Manager’s Index suggeriscono che l’economia ritroverà vigore nel 2018, soprattutto nell’Area Euro. Questo dovrebbe agire da supporto per i titoli value, che tipicamente includono più azioni di società a piccola e media capitalizzazione. Esse hanno una maggiore esposizione alle economie nazionali e sono più sensibili a qualsiasi ripresa locale, il che può portare ad un aumento dei ricavi.

4. Riccioli d’oro va a Bruxelles. Una “Goldilocks economy”, in sostanza una congiuntura caratterizzata da modesta crescita e bassa inflazione, spesso rappresenta il contesto ideale per la sostenibilità dei rendimenti positivi. Un collegamento analogo si può trovare tra la politica economica e i titoli value. Una politica monetaria stabile tende a coincidere con una sovraperformance delle azioni value rispetto a quelle growth. Gli indicatori di incertezza stanno attualmente diminuendo nelle regioni sviluppate, soprattutto in Europa.

5. I falchi sono fuori! Le azioni value tendono a performare positivamente durante i cicli in cui la politica monetaria si fa meno accomodante e i tassi aumentano. Guardando avanti, e salvo eventi imprevisti, l’inflazione nei mercati sviluppati dovrebbe aumentare, sebbene a un ritmo rallentato. Anche la Fed e la BCE dovrebbero ridurre il loro stimolo a un ritmo molto lento.

6. Diamoci alla finanza comportamentale! La dispersione del valore, ossia il divario tra le azioni più costose e quelle più economiche, riflette il livello di irrazionalità degli investitori sui mercati. Più ampio è il divario, maggiori sono le differenze tra valutazioni. Attualmente, questo divario è a livelli standard (Europa) o storicamente elevati (USA). In altre parole, ci sono ancora molte anomalie di prezzo (azioni quindi sopravvalutate o sottovalutate) da sfruttare attraverso investimenti in linea con la finanza comportamentale.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Mercati: le correzioni sono una medicina necessaria

Asset allocation, mercati emergenti: un universo a doppia velocità

Asset allocation, obbligazioni: le differenze che occorre considerare

NEWSLETTER
Iscriviti
X