Deutsche AM: quali prospettive per bond e azioni dopo la correzione

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di Luca Spoldi 7 Febbraio 2018 | 11:22

Dopo la correzione cosa succederà?

Negli ultimi due giorni abbiamo visto una decisa correzione dei mercati: “su questo almeno tutti possono concordare” notano gli esperti di Deutsche Asset Management (Deutsche AM), che però poi aggiungono come “non appena tentate di vedere le cose in prospettiva, però, le opinioni divergono”. Come esempio estremo gli esperti citano i Bitcoin: per molti l’ascesa delle quotazioni della criptovaluta stava a indicare un’esuberanza di mercato e un’assenza di prudenza. Ora dal picco di dicembre il prezzo è crollato del 70%. Sembra abbastanza drammatico, ma ha riportato le quotazioni all’incirca dove stavano a inizio novembre, solo tre mesi fa. E questo suona piuttosto preoccupante.

Deutsche AM: volatilità torna a salire

L’andamento è analogo a quello di molti mercati azionari: l’indice Msci World, ricordano gli uomini di Deutsche AM, è ancora in guadagno da inizio anno. Certo, alcuni indici hanno subito “il peggior crollo giornaliero della loro storia”, ma questo è vero solo se si guarda alle variazioni assolute ed è dovuto per lo più alla forte crescita degli indici di questi ultimi anni. In percentuale una correzione del 4% come quella sofferta dall’S&P500 lunedì “non è affatto inusuale secondo standard storici”. Quello che è inusuale “è che l’S&P500 non ha subito una correzione del 5% da oltre 400 giorni”, un periodo che ha ormai superato il precedente record di 395 giorni visto durante il mercato toro del 1996. Più importante ancora, la lunga fase di crescita dei mercati, assieme a solidi fondamentali economici, aveva compresso la volatilità su livelli insolitamente bassi per un periodo insolitamente lungo.

Riposizionamenti di portafoglio in atto

Il recente raddoppio del Vix ha riportato gli investitori fuori dalla loro “confort zone” e ciò potrebbe avere implicazioni importanti per le strategie d’investimento. Gli esperti di Deutsche AM credono infatti che gran parte dei movimenti di mercato visti in queste ultime sedute siano dovute a un riposizionamento di portafoglio e a vendite forzate di alcune strategie di trading, incluse vendite allo scoperto di opzioni sulla volatilità o vendite di fondi che hanno obiettivi vincolanti in termini di rischio. Il movimento ribassista potrebbe durare ancora qualche seduta e portare i mercati in “ipervenduto”, una situazione che gli esperti ritengono possa essere sfruttata per incrementare la percentuale di azioni e di bond selezionati in portafoglio.

Titoli di stato restano porto sicuro

E’ infatti improbabile secondo gli esperti che il rendimento del T-bond decennale possa trovarsi sopra il 3% a fine anno, ovvero quello del Bund decennale sopra l’1%. I rendimenti sui titoli di stato sono anzi calati in questi giorni, confermando il loro status di “porto sicuro” verso cui la liquidità si dirige nelle fasi turbolente di mercato. Confortante è giudicato anche il fatto che il mercato dei corporate bond abbia mostrato una notevole calma, con tassi di default che restano vicini a zero. Riguardo l’azionario in particolare gli esperti confermano gli obiettivi a fine anno di un Dax a 14.100 punti e un S&P500 a 2.750, ma gli ultimi giorni hanno fornito una conferma delle attese che il 2018 possa essere un anno più turbolento rispetto a quanto visto negli ultimi anni.

Occorre tornare a fare selezione

Gli investitori devono riprendere confidenza con l’inflazione e in questo la correzione attuale è diversa da quelle viste negli ultimi anni: appare infatti legata ad un eccesso di buone notizie e non a dati deludenti, che hanno confermato il rischio di un surriscaldamento dell’economia Usa. Inoltre, il progressivo rialzo dei rendimenti sui T-bond hanno creato, per la prima volta da anni, un’alternativa all’investimento in azioni: in meno di 2 anni i rendimenti sul bond a 2 anni Usa sono risaliti dallo 0,5% al 2%, superando il rendimento in termini di dividendi dell’indice S&P500. Insomma: lo scenario resta favorevole ai mercati azionari grazie ad una ripresa sincronizzata, ma la fase che si sta aprendo potrebbe essere più favorevole agli “stock picker” in grado di fare selezione, rispetto a quanto non sia stato sinora con mercati orientati unicamente e globalmente al rialzo.

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