Mps: Ubi Banca si chiama fuori, il Creval pensa al maxi aumento

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di Luca Spoldi 14 Febbraio 2018 | 10:31

Mps non interessa a Ubi Banca

Mps farà la fine della figlia di buona famiglia che chiunque vorrebbe ma nessuno piglia? Dopo che Banco Bpm (stamene in ripresa del 2,5% col titolo che torna ad avvicinarsi ai 3 euro per azione) avrebbe fatto sapere di non essere interessata ad eventuali operazioni di integrazione prima di aver completato il derisking (e dunque non prima del prossimo anno almeno), anche Ubi Banca (oggi stabile a Piazza Affari) si chiama fuori dal ventilato progetto di aggregazione con la banca senese.

L’ipotesi di Equita

In una nota stampa la banca guidata da Victor Messiah, facendo “riferimento a rumors di mercato e a lanci di agenzia”, ha smentito categoricamente l’esistenza di dossier e di qualsiasi tipo di negoziazione con Mps. Tra i primi a ipotizzare la creazione di un polo sul modello di Iccrea era stata Equita Sim. In uno studio gli esperti, partendo dalla evidente necessità di “disboscare” il settore bancario italiano di istituti di medie dimensioni, aveva ipotizzato una holding che potesse coinvolgere oltre alla banca senese anche Banca Carige, Banco Bpm, Credito Valtellinese (Creval) e Bper Banca.

L’alternativa emiliana

Si verrebbe in questo caso a creare un gruppo più solido, anche grazie a sinergie stimate pari a 754 milioni di euro. In alternativa fonti di stampa avevano ipotizzato per Mps un’aggregazione con Ubi Banca e Unipol Banca. In ogni caso le ipotesi di cui sopra sembrano destinate a rimanere semplici “esercizi di stile”, dato che al momento tutte le banche di cui si è parlato sono impegnate, a vari livelli, in un processo di graduale pulizia dei bilanci per alleggerire il peso delle esposizioni a crediti deteriorati.

Creval cala in attesa dell’aumento

A Piazza Affari stamane il Creval (che secondo altre indiscrezioni potrebbe interessare anche al Credit Agricole o al Credem) soffre più di tutti cedendo un ulteriore 6% a poco più di 10 euro, nell’attesa che il Cda odierno fissi il prezzo del prossimo aumento iperdiluitivo da 700 milioni di euro che dovrebbe partire lunedì prossimo. Sottotono anche Banca Carige (-1,35%) e Credem (-0,4%), mentre recuperano terreno Banca Bper (+1,5%) e Mps (+1,4%), con Unicredit e Intesa Sanpaolo che oscillano attorno ai livelli della vigilia.

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