Fugnoli (Kairos): 2018 sarà anno di transizione, con multipli di borsa in calo

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di Luca Spoldi 23 Febbraio 2018 | 15:11

Ci aspetta un anno di transizione

Il 2018 passerà alla storia come l’anno della fine del “pensiero unico” per quanto riguarda l’economia e i mercati? Tutto sembra farlo credere, come nota anche Alessandro Fugnoli, strategist di Gruppo Kairos (società del gruppo Julius Baer) nell’ultimo numero della newsletter Il Rosso e il Nero, secondo cui al netto delle diverse posizioni espresse da analisti e strategist di tutto il mondo, “i dati che abbiamo sul serio a disposizione per prevedere il futuro son0 fragili e tutti da verificare”.

Incognite legate a Qe e manovra fiscale Usa

In più è la prima volta nella storia che si cercherà di smontare un quantitative easing (Qe), varando al tempo stesso “una manovra fiscale iperstimolante come quella americana in condizioni di pieno impiego e ciclo maturo” (con conseguente rischio di esplosione dell’inflazione, ndr). Il 2018 si preannuncia dunque come un anno di transizione, più che di rivoluzione radicale, in cui sarà il caso di navigare a vista ma dove difficilmente si vedrà un drastico cambiamento dell’inflazione o delle curve dei tassi.

Multipli borsistici visti in calo

Tanto più, nota l’esperto, che esiste un cuscinetto costituito dall’ulteriore incremento degli utili, del 20% in America e del 10%-15% nel resto del mondo che dovrebbe attenuare “l’inevitabile compressione dei multipli” borsistici. Possibile dunque che l’anno si concluda per i mercati azionari con un rialzo del 10% circa, ma anche il 1987 pur chiudendo attorno a tale incremento vide nel corso dell’anno gli indici salire in modo ancora più deciso salvo subire successivamente una robusta correzione.

Più vendite sui rialzi che acquisti sui ribassi

Per evitare correzioni pesanti, secondo Fugnoli, l’unico modo dopo otto anni di rialzi consecutivi sarà “avere non una sola correzione come quella recente, ma una serie, augurabilmente intervallata da recuperi”. Ciò significa che almeno durante questo primo semestre sarà sempre “meglio vendere di più sui rialzi di quello che si compra sui ribassi”. E’ vero, nota Fugnoli, che “è quello che tutti cercheranno di fare”, ma “per andare controcorrente sarà meglio aspettare ancora qualche mese”.

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