Degroof Petercam AM: su quali classi di investimento puntare nel 2018

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di Luca Spoldi 26 Febbraio 2018 | 10:57

I mercati finanziari non sono tutta l’economia

Il recente aumento della volatilità dimostra che la sfida principale per i prossimi anni sarà quella di fare a meno del prolungato sostegno monetario senza ostacolare la crescita economica e sconvolgere troppo la psicologia del mercato. Le vendite cospicue a livello globale confermano l’importanza della psicologia del mercato dopo un lungo periodo di calma. Tuttavia, ricordano gli esperti di Degroof Petercam AM, il mercato azionario non rappresenta l’intera economia e gli indicatori economici restano per ora solidi: a dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria, l’economia globale mostra anzi segni di ripresa sincronizzata.

Basso rischio recessione negli Usa, bene l’Europa

Gli Stati Uniti stanno attualmente assistendo alla terza più lunga espansione economica della storia, con la curva di rendimento ancora in trend di appiattimento. Si tratta di un aspetto da monitorare con attenzione, detto questo, “riteniamo che per ora le probabilità di recessione siano basse” spiegano gli uomini di Degroof Petercam AM secondo cui per quanto riguarda l’Eurozona negli ultimi due anni l’economia si è ripresa considerevolmente e “oggi sta procedendo all’interno di un ciclo economico positivo”. In Asia, la Cina ha visto la sua economia stabilizzarsi.

La crescita proseguirà ma a ritmo più blando

“L’incertezza in materia di politica economica è diminuita, ma prevediamo che la crescita rallenterà nel 2018 a seguito della fine della ripresa economica trainata dal credito e del fatto che la politica monetaria rimane piuttosto rigida”. Nel resto dei paesi emergenti l’attività economica sta reggendo bene, con cicli di allentamento della politica monetaria ormai conclusi, ma sono in programma una serie di tornate elettorali: a marzo e maggio, rispettivamente in Russia e Colombia si terranno le elezioni presidenziali, l’Indonesia ha programmato le elezioni locali a giugno. Inoltre, si svolgeranno le elezioni legislative generali in Malesia (agosto) e Thailandia (novembre) ma saranno quelle in Messico (luglio) e Brasile (ottobre) ad attirare l’attenzione degli investitori.

Azionario europeo meglio dei bond

A fronte di questo quadro macro, gli esperti consigliano di puntare sull’azionario europeo, che gode di valutazioni ragionevoli e di una crescita degli utili “probabilmente sottostimata” (anche se rimane forte il rischio per l’euro), restando invece neutrali di obbligazioni corporate europee ad alto rendimento il cui rischio di insolvenza resta sotto controllo per il prossimo futuro (ma l’analisi interna del merito di credito “è necessaria e funge da pietra angolare del processo di investimento”).

Occhio agli emergenti, la politica può pesare

Infine vanno sottopesate secondo gli uomini di Degroof Petercam AM le obbligazioni governative, soprattutto in termini di duration, e l’azionario emergente, che pur godendo di valutazioni interessanti e pur consentendo un’esposizione alla ripresa globale soffre di un rischio crescente perché i principali indicatori restano in ritardo rispetto a quelli dei mercati sviluppati, si stanno inasprendo le condizioni monetarie in Cina e le elezioni potrebbero condizionare l’annata. Se si desidera un’esposizione in Asia è quindi meglio, secondo i gestori, puntare sul Giappone.

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