Intermonte: i Pir hanno favorito crescita prezzi e volumi borsa italiana

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di Luca Spoldi 21 Marzo 2018 | 09:49

Interbanca analizza effetto Pir su Piazza Affari

Quali sono stati gli effetti dei Piani individuali di risparmio (Pir) sulla domanda e offerta di capitali nel mercato borsistico italiano? Se lo sono chiesti gli esperti di Intermonte che in uno studio hanno evidenziato come per quanto riguarda prezzi e rendimenti di borsa nel 2017, si sia osservato un rendimento “anomalo” medio significativo, per effetto dei Pir, compreso fra il 12% e il 18% per i titoli non compresi nel Ftse Mib. Le small cap italiane hanno performato quanto le loro “gemelle” in Francia e in Germania; sono andate comparativamente meglio le mid cap e soprattutto il segmento Star; anche l’Aim Italia ha offerto rendimenti in media positivi ma meno accentuati.

Pir favoriscono crescita prezzi e volumi

Si è poi osservato un effetto Pir sui volumi e scambi “ma con una certa cannibalizzazione sui titoli del Ftse Mib a vantaggio degli altri titoli, soprattutto dell’Aim Italia”, dove la media mensile degli scambi era di 27 milioni di euro nel 2016 ed è balzata a 165 milioni nel 2017. Anche lo Star è passato da 977 milioni a 1.775 milioni di euro; Intermonte stima invece un calo medio dell’8% per i volumi di scambio dei titoli Ftse Mib, a fronte di un aumento del 71% per gli altri titoli.

Presto per valutare relazione Pir-Ipo

Risulta inoltre migliorata la liquidità di tutti i titoli, compresi quelli del Ftse Mib, ma l’effetto è stato di tipo indiretto e legato soprattutto all’aumento generalizzato della capitalizzazione del mercato, in particolare degli indici Star e mid cap. È invece ancora presto per riscontrare un rapporto di causa-effetto tra introduzione dei Pir e offerta di nuove Ipo, anche se ci sono segnali per essere fiduciosi nel medio termine. Nel 2017 le matricole sul listino principale sono state solo 8, mentre sono state 23 sull’Aim Italia di cui 16 solo nell’ultimo semestre.

Nessun effetto su private equity e venture capital

Un buon incremento del controvalore collocato in Borsa è stato dovuto anche alle Spac (7 sull’Aim Italia e una sul listino principale negli ultimi 12 mesi, per una raccolta totale di 1.433 milioni di euro). Non si è infine registrato alcun impatto Pir sulle forme innovative di finanziamento per le imprese dedicate in particolare alle Pmi come private equity, venture capital, mini-bond, crowdfunding e P2P lending. Si tratta, notano gli esperti di Intermonte, di attività illiquide e operate da attori molto diversi da quelli che gestiscono i fondi Pir-compliant, per le quali occorrerà dunque ingegnerizzare nuovi prodotti e portafogli ad hoc.

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