Auto: Italia resta indietro quanto a innovazione, Fca sale in borsa

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di Luca Spoldi 21 Marzo 2018 | 12:08

Italia poco “disruptive” nel settore auto

L’Italia è penultima nella classifica stilata da Roland Berger nel report “Automotive Disruption Radar III” sulla mobilità condivisa e la guida autonoma. I fattori chiave analizzati nello studio includono l’interesse dei consumatori, il quadro normativo, la tecnologia, le infrastrutture e il coinvolgimento dei player dell’industria automotive. Il report sull’evoluzione del settore automobilistico è stato realizzato intervistando 13.000 consumatori di 13 Paesi: Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Olanda, Regno Unito, Singapore, Stati Uniti e Svezia.

Quadro normativo non favorevole

La Cina guida la classifica seguita da Singapore e Corea del Sud che godono di un tasso di sviluppo tecnologico nettamente più avanzato rispetto alla media europea. Inoltre, questi paesi, evidenzia lo studio di Roland Berger, hanno maturato una maggiore esperienza sulle fasi di test grazie all’adeguamento del proprio quadro normativo che permette la circolazione di “self-driving car” (auto autonome, ndr) anche sulle strade pubbliche. L’Italia, invece, si piazza in fondo alla classifica.

Fca si mette in luce in borsa

Il “bel paese” è penalizzato da infrastrutture insufficienti, da un’attività di ricerca ancora ad impatto marginale e dall’assenza di una regolamentazione che preveda la sperimentazione di test per la circolazione delle auto autonome. Nonostante o forse grazie all’arretratezza del mercato italiano in termini di innovazione “disruptive”, il titolo del principale produttore automobilistico italiano, Fiat Chrysler Automobiles, stamane torna a salire in borsa, risalendo a 17,584 euro (+1,82%) a metà mattinata, forse anche grazie all’avvio della copertura da parte di Nomura con un giudizio “neutral” e un target price di 19 euro per azione (a fronte di un target price medio di 21 euro).

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