Corte Costituzionale conferma riforma banche popolari, il risiko può partire

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di Luca Spoldi 22 Marzo 2018 | 10:33

Corte Costituzionale conferma riforma popolari

La decisione di ieri della Corte Costituzionale di respingere tutte le questioni di legittimità sollevate contro la riforma delle banche popolari e dunque confermare l’obbligo di trasformazione in Spa per tutte le popolari con oltre 8 miliardi di attivi, come Banca popolare di Bari (non quotata) o Banca popolare di Sondrio (quotata), pesa oggi su banche come Banco Bpm (-1,3% a 2,941 euro) o Ubi Banca (stabile a 3,823 euro dopo un minimo in avvio di giornata a 3,79 euro) ritenuti potenziali poli aggreganti.

Popolare Sondrio in luce, a chi piacerà?

La sentenza con cui la Corte ha anche precisato che e l’introduzione di limitazioni al rimborso in caso di recesso del socio appare in sintonia con quella europea sui requisiti prudenziali e non lede il diritto di proprietà, fa invece decollare Banca popolare di Sondrio, che stamane segna +4,3% a 3,32 euro, individuata come una delle prime potenziali “prede” della prossima fase di aggregazione che dovrebbe aprirsi nei mesi a venire nel settore creditizio italiano, anche se pare mancare al momento uno specifico potenziale acquirente.

Creval tira il fiato dopo successo aumento

Tira il fiato invece il Credito Valtellinese (-1,7% a 11,46 centesimi per azione) dopo i rialzi delle ultime sedute, dopo la conferma dell’integrale sottoscrizione da parte del mercato dell’aumento di capitale da 700 milioni di euro senza intervento dei sub-garanti di prima allocazione e del consorzio di garanzia. Miro Fiordi, presidente dell’istituto, ha inoltre confermato ieri l’obiettivo di cedere oltre 2 miliardi di sofferenze entro il primo semestre 2018, sfruttando anche le garanzie statali (Gacs). In calo anche Mps (-2,26% a 2,723 euro), alle prese con un turnaround che rischia di impiegare più tempo del previsto a produrre risultati tangibili, e Banca Carige (-1,2% a 0,82 centesimi per azione).

Che faranno Bper Banca e Credem?

Poco variate infine Bper Banca (+0,45% a 4,661 euro) e Credito Emiliano (-0,7% a 7,13 euro), ritenuti istituti solidi e in grado di fare acquisizioni mirate, come Banca Popolare Sondrio o Credito Valtellinese, ma senza eccessiva urgenza. Bper Banca del resto ha visto da poco l’ingresso nell’azionariato di Unipol con poco meno del 10%, evento che potrebbe dare vita a un polo di bancassurance che potrebbe coinvolgere anche Unipol Banca.

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