Deutsche Bank tenta rimbalzo, ma per i grandi soci i conti non tornano

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di Luca Spoldi 28 Marzo 2018 | 14:27

Deutsche Bank tenta recupero

Prova a recuperare terreno il titolo Deutsche Bank, che a Francoforte oggi guadagna lo 0,5% dopo il +1,4% già messo a segno ieri a seguito delle voci circa un possibile avvicendamento al vertice. Da inizio anno, tuttavia, il calo resta attorno al 30%, a testimonianza delle difficoltà incontrate da John Cryan nel tentare di far ripartire il business del primo gruppo creditizio tedesco dopo tre esercizi chiuisi in rosso che hanno infastidito non poco gli azionisti, a partire dai grandi fondi come BlackRock, dagli emiri del Qatar e dal miliardario cinese Cheng Feng

Multe e profit warning hanno pesato su Cryan

Sull’operato di Cryan ha pesato l’eredità negativa di oltre 13 miliardi di dollari di multe che l’istituto ha pagato in questi anni per una condotta che lo stesso Cryan (banchiere britannico con precedenti esperienze ai vertici di SG Warburg, Ubs, Temasek e Man) ha definito “inaccettabile”. Da ultimo in questi mesi si sono abbattuti sul titolo il “profit warning” annunciato a inizio anno e successivamente la pubblicazione dei dati 2017 (anno che ha visto una perdita netta di 497 milioni di euro) oltre all’ulteriore calo del fatturato della divisione corporate & investment banking di 450 milioni nel trimestre in corso preannunciata dal Cfo del gruppo, James Von Moltke (ritenuto tra i papabili per la successione a Cryan).

Grandi soci insoddisfatti

Nel frattempo gli azionisti contano le perdite: gli emiri del Qatar, a seguito di una serie di investimenti effettuati a partire dal 2014, sono oggi soci al 6,1% ma su circa 2,5-2,6 miliardi di euro investiti registrano una minusvalenza latente attorno a 1,5 miliardi, mentre il miliardario cinese Cheng Feng (attraverso le holding Hna e C-Quadrat) è arrivato al 9,92% avendo investito circa 3,4 miliardi, in questo caso con una minusvalenza latente attorno agli 1,1 miliardi. Entrambi gli azionisti avrebbero già chiesto a Bafin (l’authority tedesca) di poter salire oltre il 10%, ma di certo non sono soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti, tanto più che anche sul fronte dismissioni Cryan ha incontrato più problemi del previsto.

Anche il fronte cessioni ha deluso

Dopo essere rimasta due anni sul mercato Postbank è in corso di reintegrazione nel gruppo (un’operazione i cui costi complessivi sono attesi attorno a 1,5-2 miliardi), mentre Dws, la divisione di asset management di Deutsche Bank, è riuscita a veder collocato il 22,25% in borsa la scorsa settimana sulla base di una valutazione di 6,5 miliardi, ma anche così ha portato nelle casse del gruppo attorno a 1,5 miliardi di euro, meno dei 2 miliardi inizialmente auspicati.

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