Wall Street: il settore high-tech ha un problema di privacy (e non solo)

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di Luca Spoldi 28 Marzo 2018 | 16:11

High-tech in crisi a Wall Street

Wall Street incerta in avvio di giornata, coi titoli high-tech che continuano a perdere terreno. Negli ultimi tempi alcune cattive notizie hanno rovinato la festa ai “Faang” (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google) ma anche ad altri gruppi come Twitter, Nvidia e Tesla. A pesare più di tutto è la vicenda che ha visto Cambridge Analytics infrangere la privacy di 50 milioni di profili Facebook per realizzare analisi utilizzate poi nelle campagne pro-Brexit e a favore di Donald Trump.

Si teme un intervento normativo

Ora il rischio è di un intervento normativo per rendere maggiormente vincolante la protezione della privacy, da sempre uno dei talloni d’Achille di Facebook, ma anche di Twitter e Google che dunque potrebbero subire qualche contraccolpo al proprio business. Accanto a questa vicenda tiene banco anche il caso del pedone investito (e ucciso) mentre attraversava fuori dalle strisce pedonali da una Tesla a guida autonoma. A seguito dell’incidente Nvidia ha sospeso la sperimentazione di tale tecnologia e dei relativi microchip, subendo subito un contraccolpo in borsa.

Soffrono tutti i “faang”

Contraccolpi che si sono estesi anche a chi come Apple, Amazon o Netflix adotta modelli di business alquanto differenti ma viene percepito dagli investitori come potenzialmente a “rischio contagio”, tanto più dopo i continui rialzi che ne hanno gonfiato le quotazioni negli ultimi anni. Morale della favola: oggi a Wall Street Facebook oscilla sui 152,78 dollari, con una capitalizzazione ridottasi a poco più di 442 miliardi, rispetto al record storico di 193,09 dollari toccato a inizio febbraio.

In rosso anche Twitter e Nvidia

Allo stesso tempo Apple è calata a 165,58 dollari (854 miliardi di capitalizzazione), contro il record di 181,72 dollari del 12 marzo scorso, Amazon è a 1.404,68 dollari (circa 724 miliardi di capitalizzazione) rispetto ai 1.598,39 dollari toccati sempre il 12 marzo scorso, Alphabet (ossia Google) viene indicata a 991,61 dollari (sotto i 700 miliardi di capitalizzazione) dai 1.187,56 dollari di fine gennaio e Netflix è calata a 289,56 dollari (meno di 130 miliardi di capitalizzazione), dai 331,44 del 9 marzo. Con Twitter a 27,98 dollari (21 miliardi di capitalizzazione), Tesla a 264,85 dollari (47 miliardi di capitalizzazione) e Nvidia a 219,92 dollari (136 miliardi di capitalizzazione) che pure continuano a cedere terreno.

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