Ubs WM Italy conferma sovrappeso su azionario globale, nonostante Trump

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di Luca Spoldi 5 Aprile 2018 | 14:19

La paura dei mercati si chiama stagflazione

La stagflazione (la combinazione di bassa crescita economica ed elevata inflazione) è uno dei principali timori degli investitori, probabilmente secondo solo alla deflazione. Infatti, in presenza di stagflazione, ricorda Matteo Ramenghi, Chief investment officer di Ubs WM Italy, “l’azionario soffre per via della bassa crescita dei profitti delle società, mentre si registra una perdita di valore delle obbligazioni per via dell’elevata inflazione” e diventa pertanto molto difficile difendere la performance dei portafogli.

Guerra commerciale potrebbe scatenare stagflazione

Se si dovesse davvero aprire una vera guerra commerciale tra superpotenze economiche attraverso un’escalation di dazi, tra le potenziali conseguenze da prendere in considerazione vi sarebbe proprio la stagflazione. “Infatti, i prezzi salirebbero (un bene prodotto negli Stati Uniti o in Europa costa più di uno prodotto in Cina), mentre i margini e le opportunità commerciali per le aziende diminuirebbero”. È quindi comprensibile la reazione nervosa dei mercati alle minacce da parte di Trump di nuove imposizioni fiscali sulle importazioni. Ad oggi però, nota l’esperot di Ubs WM Italy, “si tratta di minacce, più che di misure concrete”.

Finora da Trump più minacce che effetti concreti

In particolare, secondo Ramenghi, i dazi proposti sulle esportazioni cinesi sono provvisori e soggetti a un periodo di consultazione e, quindi, gli Stati Uniti hanno lasciato spazio ai negoziati. Inoltre, se venissero confermati, l’impatto sarebbe comunque contenuto, pari allo 0,1%-0,2% del Pil, e questo contribuisce a spiegare la misurata reazione cinese. In aggiunta, è possibile che i toni utilizzati da Trump siano indirizzati anche all’opinione pubblica americana in ottica delle elezioni di metà mandato di quest’anno e che, passata questa scadenza elettorale, vengano smussati.

Ubs WM Italy conferma sovrappeso su azionario globale

Tanto più che l’obiettivo degli Stati Uniti pare essere una ridefinizione dei rapporti commerciali, non l’avvio di una guerra “che danneggerebbe tutti, America compresa”. Nonostante resti l’evidente necessità di monitorare l’evolversi della situazione, l’esperto di Ubs WM Italy non vede pertanto, al momento, “impatti rilevanti sull’economia mondiale” e mantiene un sovrappeso sull’azionario globale, con posizioni in sovrappeso, più contenute, anche sugli emergenti e sull’eurozona.

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