Opzioni binarie e cfd, finalmente interviene l’Esma a difesa dei risparmiatori

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di Luca Spoldi 6 Aprile 2018 | 17:07

Opzioni binarie, interviene l’Esma

Tanto tuonò che piovve: come ricordano anche gli esperti di Adviseonly, l’Esma (l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) ha emanato un divieto di commercializzazione, distribuzione o vendita delle opzioni binarie agli investitori retail (cioè ai risparmiatori), ponendo limiti sostanziali alla commercializzazione, distribuzione o vendita dei “contratti per differenze” (cfd), sempre agli investitori retail. In particolare è stato sensibilmente limitato l’uso della leva finanziaria.

Limitati anche i cfd

Le misure sono valide all’interno dei singoli paesi Ue, ma ad oggi sono temporanee, tanto che entro la fine del trimestre, l’Esma valuterà la necessità di prorogarle o meno. Di fatto, come si evince dal comunicato ufficiale dell’Esma, le opzioni binarie e i cfd sono considerati troppo pericolosi per i piccoli investitori e sono bannati o limitati in modo significativo. Una decisione assolutamente condivisibile per gli esperti di Adviseonly, che ricordano come le opzioni binarie siano strumenti derivati che permettono di fare scommesse secche, puntando sulla direzione del mercato.

Conflitti d’interesse ingestibili e poca trasparenza

Potrebbe sembrare un modo facile di investire e guadagnare, tanto che “fare trading su questi strumenti finanziari è “semplicissimo e facilissimo”, dicono su un innominabile e ignobile sito di trading online” notano gli esperti. Peccato che le autorità che regolano il mercato abbiano un’opinione assai diversa: anzitutto le opzioni sono strumenti complessi ed hanno “un rendimento negativo atteso strutturale”, come dire che a lungo andare ci si può quasi solo perdere soldi. Inoltre, nota l’Esma, presentano “conflitti d’interesse ingestibili” e a differenza delle opzioni tradizionali non hanno alcuno scopo di copertura dei rischi finanziari, bensì “sono intrinsecamente paragonabili al gioco d’azzardo, provocando comportamenti compulsivi”.

Perdite possono viaggiare a velocità supersonica

Quanto ai cfd, è utile ricordare che questi derivati consentivano finora l’uso di leve altissime, anche pari a 400 (ossia con guadagni o perdite fino a 400 volte più ampie di quelle del sottostante). Sempre l’Esma, notano ancora gli uomini di Adviseonly, “parla eufemisticamente di “effetto leva eccessivo”, ma praticamente succede che se le cose si mettono male le perdite viaggiano a velocità supersonica, azzerando il vostro capitale in un attimo”. Infine “il pricing, le modalità di trading e il regolamento di questi prodotti non è standardizzato, rendendo difficile per l’investitore retail capire realmente il prodotto”, senza dimenticare che “i costi applicabili al trading di cfd possono essere scarsamente trasparenti”.

Tre quarti degli investitori ha perso soldi

Insomma, lungi dall’essere strumenti utilizzabili con tutti per un rapido arricchimento, opzioni binarie e cfd sono strumenti adatti solo a pochi investitori professionisti. La riprova sta ancora una volta nei numeri ufficiali citati dall’Esma: il 74%-89% dei conti al dettaglio è in perdita sugli investimenti effettuati, con perdite che vanno da 1.600 a 29.000 euro per cliente. Meglio tardi che mai, dunque, la mossa dell’Esma arriva finalmente a tutelare i risparmiatori anziché generare una sterile burocrazia. A quando il prossimo provvedimento a favore di un risparmio troppe volte tradito quando non bellamente preso in giro?

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