Amazon è il volto cattivo del capitalismo? Le cose non stanno proprio così

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di Luca Spoldi 17 Aprile 2018 | 11:40

“Faang” monopolisti e sfruttatori?

In queste ultime settimane le polemiche relative alla gestione della privacy da parte di un colosso dei social media come Facebook ha riportato i “Faang” (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) sotto i riflettori a Wall Street e non solo, con inevitabile strascico di polemiche che i toni particolarmente duri dell’amministrazione Trump nei confronti in particolare di Amazon e del suo leader, Jeff Bexos, non hanno fatto altro che amplificare.

Amazon, volto cattivo del capitalismo

Ad Amazon (oltre che agli altri “Faang” in genere) Trump e il suo elettorato rimproverano un supposto sfruttamento di posizione dominante e la riduzione del rapporto di lavoro a un rapporto di mero sfruttamento. Amazon sarebbe dunque il “volto cattivo” del capitalismo 4.0, ma come stanno realmente le cose? Guardando ai dati di bilancio 2017 dei maggiori gruppi tecnologici statunitensi questa rappresentazione lascia perplessi.

Tra i “Faang” è Apple il più redditizio

Tra i “Faang” il fatturato più elevato è segnato da Apple, con 229 miliardi di dollari; della casa della mela anche il maggior utile, pari a 48,3 miliardi di dollari. Risultati ottenuti servendo 1,3 miliardi di utenti e utilizzando circa 123 mila dipendenti. Come dire che Apple genera oltre 37,15 dollari di profitto da ogni cliente, ovvero che ogni dipendente genera oltre 392 mila dollari di utile all’anno (e oltre 1,86 milioni di fatturato). Al confronto Amazon genera “solo” 117 miliardi di fatturato e appena 3 miliardi di utile, servendo circa 300 milioni di clienti utilizzando ben 566 mila dipendenti.

Bezos con più personale genera utili inferiori

In questo caso dunque Bezos riesce a “spremere” solo 10 dollari di utile da ciascun suo cliente, ovvero ottiene 5.300 dollari di utile dal lavoro di ciascun suo dipendente (che al tempo stesso genera poco più di 206.700 dollari di fatturato). Molto più profittevole di Amazon è lo stesso Facebook: per generare 40 miliardi di dollari di fatturato e 15,7 miliardi di utile servendo 2,29 miliardi di utenti, il gruppo di Mark Zuckerberg impiega appena 23.165 dipendenti.

Facebook fa grandi numeri con poco personale

In pratica ognuno di loro consente a Mark e ai suoi soci di ottenere quasi 1,73 milioni di fatturato e 678 mila dollari di utili (o se si vuole Facebook riesce a “estrarre” 6,85 dollari di utile da ogni utente, circa il 70% del risultato di Amazon avendo però quasi otto volte il numero di utenti di Bezos). Si può essere favorevoli o meno all’innovazione portata dai “Faang” in campo economico, ma appare impossibile, numeri alla mano, accusare Amazon di essere un monopolista e uno sfruttatore di livello mondiale.

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