Credito Valtellinese: Fiordi non ha fretta di fondersi con altri istituti

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di Luca Spoldi 26 Aprile 2018 | 11:16

Creval: non c’è fretta per partership

Il Credito Valtellinese (Creval) archivia l’aumento di capitale da 700 milioni concluso con successo e guarda avanti: in un’intervista il presidente Miro Fiordi ha spiegato che se il percorso delle banche italiane è “di un progressivo consolidamento” si presuppone però “che abbiano raggiunto un livello di comparabilità”, cosa che al momento pare difficile con tutte le banche medie che “stanno realizzando interventi radicali sul fronte della pulizia degli attivi”.

2018 sarà anno di pulizia di bilancio

Insomma, il 2018 sarà un anno di transizione e pulizia di bilanci: “quando ci si troverà in condizioni di piena comparabilità, sia in termini di Npe ratio sia di capitale, allora sarà più facile assistere a un’evoluzione del mercato”, ma per ora di aggregazioni in casa Creval non se ne parla. Il mercato non pare troppo sorpreso e pare semmai apprezzare il ribadito impegno a tagliare gli Npl e i costi, così il titolo guadagna terreno riportandosi a 12,9 centesimi di euro per azione (+1,57%), dimezzando il calo dell’ultima settimana.

Possibili integrazioni tra fabbriche prodotto

Il bilancio a 12 mesi resta peraltro pesante (-75% a ieri sera), per cui non resta che aspettare che si concretizzino partnership che secondo Fiordi potrebbero anche vedere una evoluzione in due tempi: “C’è un tema che riguarda le fabbriche prodotto, che sono una via per generare margini interessanti. Eventuali partnership in questo senso possono essere da analizzare, magari in preparazione di un merger” che dia vita a un nuovo polo bancario.

Credito Valtellinese: governance da adeguare

Del resto dopo l’aumento di capitale tra i soci di Creval si nota una prevalenza di grandi fondi internazionali che hanno di fatto reso la banca una public company; per questo secondo Fiordi sarebbe corretto allineare la governance, per la cui revisione è stato già avviato un cantiere ad hoc, in vista dell’assemblea del 2019 che dovrà rinnovare il Cda. Prima di tale data sarà difficile vedere qualche operazione straordinaria, insomma.

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