Il toro sta per finire la sua corsa, è tempo di energia

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di Luca Spoldi 26 Aprile 2018 | 13:30

Si torna a guardare i fondamentali

La spinta di fine ciclo e valutazioni interessanti potrebbero consentire ai titoli delle materie prime di esprimere il proprio potenziale. Lo sostiene Erik Knutzen, Chief investment officer – Multi-asset class di Neuberger Berman notando come nelle ultime sedute “gli investitori azionari hanno iniziato a concentrarsi sugli utili societari. E i segnali inviati dagli utili hanno continuato a mostrarsi positivi, nel quadro economico globale”. Ma i segnali importanti non si limitano ai soli fondamentali.

Neuberger Berman: segnali da cogliere al volo

Anche la Federal Reserve e la Banca centrale europea ne starebbero inviando alcuni, mentre monitorando le aspettative di inflazione, i tassi di interesse e i tassi di cambio del dollaro si iniziano a intravedere alcune risposte alla domanda da un miliardo di dollari: a che punto del ciclo economico ci troviamo? Questo secondo Knutzen rende possibile “mettere a nudo alcune opportunità di investimento potenzialmente interessanti”.

Iniziata la fase finale del mercato toro

“Siamo del parere che sia ormai iniziata la fase finale di un ciclo economico straordinariamente lungo. Storicamente, simili fasi sono state caratterizzate da un aumento dell’inflazione e dal rincaro dei prezzi delle materie prime”. L’ottimo andamento dell’energia, dei metalli preziosi e dei metalli industriali ha recentemente scandito il ritmo di questi mercati. Inoltre dopo molti anni in “contango” (quando future con scadenza più lunga sono più costosi dei future con scadenza più breve), la maggioranza delle curve dei future su materie prime si è mossa verso la “backwardation” (la situazione opposta).

Future su materie prime tornano a piacere

Ciò rende i future su materie prime più interessanti agli occhi degli investitori, sottolinea l’esperto di Neuberger Berman. Il rincaro delle materie prime, d’altro canto, “indica con ogni probabilità che le società del settore registreranno un aumento degli utili”. Negli ultimi 12 mesi, il prezzo del greggio Wti è aumentato del 40% ed è prossimo a superare i 70 dollari il barile per la prima volta da più di tre anni a questa parte. Gli utili trimestrali delle società del settore energetico sono visti in crescita, ma le valutazioni pur essendo salite “considerevolmente nelle ultime settimane”, appaiono tuttora “errate se si considera la forza dei fattori sottostanti di questo settore”. Per di più, si tratta di un settore con un fortissimo fabbisogno di capitali.

Puntare sull’energia e sui proprietari di oleodotti

Il settore “risente dell’inadeguatezza degli oleodotti e relative strutture per soddisfare la recente accelerazione della produzione e dei consumi”. Molti fornitori di oleodotti, ricorda Knutzen, “hanno incontrato grandi difficoltà a finanziare quelle infrastrutture perché si sono scontrati con la diffidenza degli investitori, che ha fatto salire i loro costi di finanziamento”. Questo rende interessanti i titoli di società che operano nel settore degli oleodotti. Quindi il settore dell’energia potrebbe essere un’opportunità emergente.

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