Carmignac: scenario in evoluzione, gli emergenti hanno qualche asso in più

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di Luca Spoldi 27 Aprile 2018 | 12:06

Fase di instabilità ha caratteristiche nuove

Al termine del primo trimestre 2018, “molti investitori sembrano interrogarsi circa il contesto di instabilità che è tornato a caratterizzare i mercati”, come nota Didier Saint-Georges, managing director e membro del Comitato investimenti di Carmignac nella sua consueta nota mensile. Secondo l’esperto la fase di instabilità appena iniziata presenta caratteristiche nuove”.

Presto investitori potrebbero essere delusi

Non è più la conseguenza di un pericolo di deflazione o di peggioramento economico, bensì di una grande confusione circa le ricadute finali su economie e asset finanziari “derivanti dalla divergenza tra politiche monetarie ormai restrittive e politiche fiscali più liberali”. Nessuno degli indicatori economici pubblicati di recente, nota Saint-Georges, smentisce la previsione “che presto gli investitori potrebbero essere delusi dal calo del tasso di crescita economica”. Negli Usa la riforma economica sta già accelerando i piani di buy-back azionari e consolidando il pagamento dei dividendi.

Per i mercati Usa futuro incerto, meglio gli emergenti

Il mercato azionario Usa ne trae vantaggio, “tuttavia l’economia reale sta iniziando a subire un rallentamento” che le tensioni commerciali con la Cina potranno solo intensificare. Pertanto l’esperto di Carmignac non sarebbe sorpreso se “il tasso di crescita dell’economia statunitense si attestasse a fine anno soltanto al 2%, un livello nettamente inferiore a quello del 2,8% atteso dal consensus”. La continua debolezza del dollaro e le dinamiche interne continuano a sostenere i mercati emergenti, sia azionari sia obbligazionari, offrendo invece solo uno scarso margine di manovra ai mercati europei, aggiunge Saint-Georges.

Carmignac: è un periodo da gestioni attive

Siamo dunque in un periodo di transizione, un periodo “così fragile” che “giustifica la gestione attiva dei rischi e lo sfruttamento di reazioni sproporzionate per investire, a condizioni soddisfacenti, in quelle società strategicamente vincenti nel futuro contesto di mercato, che si delineerà con maggiore chiarezza tra qualche mese”.

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