Telecom Italia, conto alla rovescia per lo scontro finale Vivendi-Elliott

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di Luca Spoldi 2 Maggio 2018 | 10:00

Occhi puntati su Telecom Italia

Telecom Italia recupera terreno a Piazza Affari, riportandosi sopra gli 82 centesimi di euro per azione, quando mancano 48 ore al “giorno x”, il prossimo 4 maggio, quando si andrà alla conta tra i francesi di Vivendi e il fondo hedge attivista Elliott Management di Paul Singer che, spalleggiato da Cassa depositi e prestiti e forte delle deleghe di un robusto numero di fondi-azionisti, chiede una revisione della governance, proponendo la revoca di sei consiglieri del Cda e la successiva sostituzione con sei propri candidati.

Genish lascia se vince Elliott, o forse no

In questi ultimi giorni il clima si è fatto sempre più rovente, con l’amministratore delegato Amos Genish che in un’intervista al Sunday Telegraph si è detto pronto a lasciare in caso di vittoria dell’attivista Elliott, ritenendo in quel caso la sua posizione “insostenibile”. Questo almeno quanto sostiene il quotidiano britannico, perché in una nota Telecom Italia ha poi sottolineato come il titolo dell’articolo del Sunday Telegraph risulti “equivoco”, precisando inoltre che la frase “non riflette lo scambio avvenuto tra Amos Genish e il giornale”.

Vivendi studia bond convertibile?

Genish, in sostanza, sarebbe disposto a rimanere, ma a condizione di ricevere dal nuovo Cda pieno sostegno al piano industriale da lui proposto e che non sembra dispiacere a Elliott. Sullo sfondo resta poi l’ipotesi che in caso di sconfitta Vivendi, attualmente al 23,9% di Telecom Italia, possa uscire dal capitale attraverso un bond convertibile, ipotesi che peraltro alcuni analisti, come quelli di Equita Sim, giudicano poco probabile e rispetto alla quale non sono al momento ipotizzabili né i tempi né le caratteristiche.

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