I titoli difensivi Usa non sembrano più troppo cari

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di Luca Spoldi 2 Maggio 2018 | 13:11

Titoli difensivi, valutazioni iniziano a calare

Per la gran parte degli anni seguiti alla crisi finanziaria mondiale del 2008 i titoli difensivi sono apparsi cari, ora secondo Russ Koesterich, analsista di BlackRock, le cose sarebbero cambiate. Titoli considerati storicamente difensivi come produttori di beni di prima necessità e servizi pubblici non hanno tenuto fede alla loro reputazione: mentre da inizio anno Wall Street è sostanzialmente stabile a fronte di un significativo aumento della volatilità, i servizi di pubblica utilità e le materie prime sono calate in media rispettivamente del 4,5% e dell’8,5%.

Con tassi in rialzo è normale sottoperformino

Tuttavia in una certa misura, la debolezza di questi due settori ha senso, nota Russ: “Entrambi sono classiche scommesse sui dividendi e di conseguenza sono sensibili a tassi più alti. Poiché il rendimento del Tesoro decennale è salito al 3%, il massimo da quattro anni, ci si dovrebbe attendere che questi settori sottoperformino. Tuttavia, vale la pena notare l’entità della sottoperformance”. E dato quanto questi settori hanno trainato il mercato più generale, per la prima volta da anni le valutazioni iniziano a sembrare ragionevoli.

Dividendi meno interessanti con tassi più elevati

Le società a bassa beta, ossia quelle meno rischiose del mercato in generale, specie quelle mantenute in portafoglio principalmente per i loro dividendi, in generale sono storicamente sensibili ai tassi di interesse. “Con l’aumento dei rendimenti obbligazionari, gli investitori sono meno incentivati a possedere un’azione che paga dividendi rispetto a un più sicuro bond. Questo è il motivo per cui le valutazioni relative di queste azioni tendono a diminuire con l’aumento dei tassi” ricorda ancora l’esperto di BlackRock.

Ora i prezzi iniziano a sembrare più ragionevoli

Tuttavia, dato il livello delle recenti sottoperformance, per la prima volta da molto tempo entrambi i settori cominciano ad apparire a prezzi ragionevoli: “le azioni di servizi pubblici statunitensi offrono uno sconto di circa il 20% rispetto al mercato. Sulla base della relazione storica tra tassi e multipli relativi, questo pare coretto. Al contrario, gran parte delle aziende di servizi pubblici post-crisi sembravano perennemente troppo care”. Ovviamente, nota Ross, hanno pesato anche altri fattori.

Anche altri fattori hanno influito

“La recente debolezza non è semplicemente una funzione dei tassi di interesse. Nel caso dei beni di prima necessità, il calo del valore dei marchi e la frammentazione dello spazio di consumo hanno contribuito alla sottoperformance del settore”, ad esempio. Detto questo, data la maggiore volatilità e le giustificate preoccupazioni relative ai multipli elevati del mercato, gli investitori possono essere perdonati per aver esercitato una certa cautela nei loro portafogli. “È interessante notare che, proprio mentre gli investitori stanno riscoprendo il valore del gioco della difesa, uno dei modi classici per giocare a quel tema sta iniziando a sembrare più ragionevole” conclude l’esperto.

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