Ramenghi (Ubs WM Italy): azionario ancora da sovrappesare, occhio ai bond

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di Luca Spoldi 4 Maggio 2018 | 10:58

Ubs WM Italy: mercati in cerca di direzione

I mercati finanziari restano in cerca di una direzione precisa in cui muoversi. Lo ricorda nell’ultimo numero di Ubs House View Matteo Ramenghi, Chief investment officer di Ubs WM Italy. Del resto, nota Ramenghi, in questo primo scorcio dell’anno “i rischi politici sono riemersi con forza a livello internazionale”, anche se alla fine i mercati hanno ritrovato una loro compostezza, sorretti da dati economici che “sono rimasti positivi e nel complesso registrano tassi di crescita simili al 2017”.

Raminghi: trimestrali possono aiutare

Tuttavia, diversamente dallo scorso anno le aspettative attuali sono più elevate ed è quindi svanito “l’effetto sorpresa” che era stato, ricorda il gestore, uno dei motori dei mercati l’anno passato. “Ci aspettiamo comunque buoni risultati dalle società quotate in questa prima parte dell’anno, con una crescita degli utili che dovrebbe superare il 10%. Se le prime trimestrali del 2018 confermeranno queste attese, il mercato potrebbe vivere una fase di recupero buttandosi definitivamente alle spalle la correzione di febbraio”.

Sovrappesare azionari globali ed emergenti

Per questo motivo Ramenghi conferma “un sovrappeso sui mercati azionari, concentrato soprattutto sull’azionario globale per beneficiare della massima diversificazione in questa fase avanzata del ciclo economico. Ad esso affianchiamo un sovrappeso, di dimensione più contenuta, sugli emergenti”. Quanto alla componente obbligazionaria dei portafogli, “i rendimenti, soprattutto per le emissioni in euro, “inducono alla prudenza e, pertanto, abbiamo un importante sottopeso sui governativi con rating elevati che offrono rendimenti inferiori all’inflazione”.

Alla larga da bond che rendono meno dell’inflazione

Ad oggi infatti, ricorda l’esperto di Ubs WM Italy, “tali obbligazioni determinano una perdita di potere d’acquisto per i loro detentori e un rischio di correzione quando si normalizzeranno i rendimenti”. Confermato anche il sottopeso sul dollaro contro l’euro: “da una parte le politiche fiscali di Trump e, dall’altra, l’avvicinarsi della fine delle operazioni di immissione di liquidità della Bce (a settembre) dovrebbero portare a un rafforzamento dell’euro contro il dollaro”. Infine in questa fase dei mercati nel contesto di un portafoglio ben diversificato, gli investimenti alternativi possono secondo Raminghi “fornire rendimenti meno correlati alle borse, contribuendo a contenere la volatilità”.

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