Mps festeggia trimestrale superiore alle attese

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di Luca Spoldi 11 Maggio 2018 | 10:36

Mps a razzo dopo la trimestrale

Il titolo Mps schizza al rialzo a Piazza Affari, raggiungendo i 3,036 euro per azione prima di rallentare leggermente a 2,98 euro (+9,56% rispetto alla vigilia) dopo la diffusione dei dati trimestrali che hanno visto l’istituto di Siena chiudere il periodo con un utile netto di 187,6 milioni a fronte di una perdita di 169,2 milioni dello stesso periodo del 2017, nonostante un impatto legato all’adozione del principio contabile Ifrs9 stimato in 1,4 miliardi (contro le previsioni iniziali di 1,2 miliardi).

I conti di Siena vanno meglio del previsto

Un risultato ben oltre le attese di consenso, grazie a ricavi per 877 milioni calati (-6% annuo) meno delle previsioni, a minori costi operativi e accantonamenti totali più contenuti. Meglio del previsto anche il risparmio gestito, che ammonta a 58,3 miliardi di euro, in crescita rispetto a marzo 2017 e leggermente sotto ai livelli di fine 2017. Il Common equity tier 1 transitional e’ al 14,4%, pari a circa 8,9 miliardi di euro e il Total Capital ratio al 15,8%.

Focus su cessione crediti deteriorati

Per quanto riguarda in particolare i crediti deteriorati, la banca ha avviato la cessione di 2,6 – 3 miliardi di euro di crediti in sofferenza “small ticket” e leasing. L’operazione dovrebbe chiudersi entro fine 2018. Inoltre è già in corso la vendita di 1,5 miliardi di inadempienze probabili, 500 milioni dei quali già ceduti o per i quali sono state ricevute offerte vincolanti (entro il 30 aprile scorso), mentre per altri 600 milioni si raccoglieranno offerte vincolanti entro fine giugno e per gli ultimi 400 milioni nel secondo semestre.

Bce introdurrà add on su non performing entro fine anno

Sempre entro giugno è confermato il deconsolidamento del portafoglio di sofferenze di 24,1 miliardi. A fine trimestre i crediti deteriorati lordi scendono così a 42,6 miliardi di euro (1,5 miliardi meno di un anno prima, 300 milioni meno che a fine dicembre scorso), mentre l’esposizione netta cala a 13,3 miliardi (6,9 miliardi meno su base annua), con una copertura che sale al 68,8% dal 54,3% di fine marzo 2017. Entro fine anno, infine, la Bce dovrebbe introdurre un “add-on” sulle posizioni non performing, con un possibile impatti di 4-5 miliardi.

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