Investimenti, l’ascesa del Sol Levante

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di Redazione 16 Maggio 2018 | 15:06

Contenuto tratto da www.bluerating.com

L’economia giapponese è nella sua miglior forma da anni, una corsa del pil incredibile in un paese abituato fino all’altro ieri a mangiare pane (o meglio riso) e deflazione. Con una banca centrale che ancora una volta si mostra a sostegno degli investitori. “Ora tutte le stelle sono allineate e bisogna approfittarne” ci racconta Joël Le Saux Portfolio manager, Head of Japan Equities di Syz Asset Management, gestore del fondo Oyster Japan Opportunities.
Abbiamo cercato di capire il perché, intervistandolo in esclusiva durante un incontro milanese.

Perché il Giappone può essere un buon investimento?
Se devo sintetizzare in poche le numerose motivazioni che mi portano a credere nella bontà di questo target di apporto, posso dire che questo mercato garantisce ottimi ritorni con una volatilità davvero contenuto rispetto ad altre piazze, si pensi ad esempio agli Usa. Giusto per fare qualche esempio, mentre i mercati americani ad aprile si sono concessi più di un rally, l’indice Nikkei si è mosso generalmente intorno a una forbice compresa tra l’1% e il -1%. Più in generale il Giappone attualmente offre un contesto economico interessante con l’uscita dalla bolla immobiliare, il ritorno dell’inflazione e la crescita importante del Pil per tutto il 2017, a prescindere dalla leggera contrazione del primo trimestre 2018. Le esportazioni hanno vissuto nel 2017 un vero e proprio boom verso la Cina e ciò si accosta a una generale crescita globale delle stesse. Rimanendo sempre in tema di economia reale, la forza lavoro è ai massimi degli ultimi 15 anni, con un trend positivo che riguarda gli utili societari. A livello di numeri il mercato si aspetta una crescita degli utili per azione del 5% e 9% rispettivamente per gli esercizi 2018 e 2019. Se poi andiamo ad aggiungere che la Banca del Giappone ha confermato attualmente il suo impegno espansivo, abbiamo tante ragioni per essere assolutamente fiduciosi sia sul breve che sul medio/lungo termine.

Qual è l’approccio strategico alla base del fondo Oyster Japan Opportunities?
Il nostro obiettivo è quello di offrire agli investitori una crescita competitiva del capitale investendo in un insieme diversificato di azioni giapponesi accuratamente selezionate. Investiamo in un numero di società compreso tra 40 e 60 che possono essere divise in due categorie: titoli difensivi, che includono medie e grandi capitalizzazioni di norma più immuni ai cicli economici, e mega e grandi capitalizzazioni, sensibili alle condizioni macroeconomiche. Le decisioni di investimento si avvalgono di accurate analisi fondamentali e le posizioni sono selezionate in funzione del potenziale di rialzo di ogni società rispetto al suo valore intrinseco. Se ragioniamo sulla composizione del portafoglio, attualmente il fondo permane in sovrappeso nei finanziari, alla luce delle basse valutazioni. Apprezziamo i settori dell’edilizia e quello ferroviario, viste le valutazioni ridotte, le solide condizioni commerciali e la buona visibilità. Il fondo presenta un’esposizione limitata nelle materie prime, in ragione di prezzi incerti, e nei beni di investimento a ciclo breve, a causa delle elevate quotazioni.

Come suggerirebbe di utilizzarlo in un’ottica più complessa di asset allocation? Immagini di rivolgersi a un consulente finanziario
A mio avviso in questo momento il punto di forza di un comparto di questo tipo e del mercato Giapponese in generale risiede, come accennato prima, nella capacità di contenimento della volatilità a fronte di interessanti dinamiche di rendimento. Vedo bene questa scelta come alternativa premiante rispetto a un etf dedicato, grazie anche a un approccio, il nostro, che non si caratterizza né come value, né come growth. Infine non è da sottovalutare la possibilità di diversificare efficacemente il portafoglio investendo nel nostro fondo, sfruttando inoltre la ben nota capacità di copertura dello Yen in momenti di potenziale difficoltà dei mercati.

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