Commissione Ue attende nuovo governo italiano, formula raccomandazioni

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di Luca Spoldi 23 Maggio 2018 | 13:18

Mattarella vedrà conte alle 17.30

Mentre il capo dello stato Sergio Mattarella fa sapere di aver convocato oggi al Quirinale per le 17.30 il professor Giuseppe Conte, indicato lunedì scorso come candidato premier da Lega e M5S, la Commissione Ue, in assenza del nuovo governo, non è entrata nel dettaglio delle cifre del bilancio italiano ma avverte: a medio termine la sostenibilità del debito italiano corre rischi elevati a causa di un avanzo primario insufficiente a determinare un rapido calo del debito.

Commissione Ue formula raccomandazioni

Nella sua raccomandazione la Commissione ricorda che se l’attuale politica monetaria espansiva della Bce dovesse avere fine (ipotesi che riacquista forza dopo che in un’intervista alla stampa tedesca il membro del board Bce Benoit Coeuré ha ribadito come il rallentamento economico in atto in Eurolandia non è al momento fonte di grande preoccupazione e non dovrebbe modificare i piani della Bce di azzerare gli acquisti del Qe a fine anno), l’Italia correrebbe maggiori rischi rispetto ad altri partner europei.

Problemi italiani possono avere ricadute su eurozona

La valenza sistemica dell’Italia, prosegue la Commissione, fa sì che i suoi problemi, causati da recenti misure di spesa pubblica e dal trend demografico avverso, siano fonte di significative potenziali ricadute sull’intera eurozona. Per il momento Bruxelles non chiede all’Italia una procedura per debito eccessivo, ma sottolinea la necessità di ridurrlo e di attendere una risposta al riguardo da parte del nuovo governo.

Avanzo primario insufficiente a far calare debito

A fine 2017 l’avanzo primario italiano era inferiore al 2% del Pil, mentre studi di Banca d’Italia e di altre istituzioni fissano al 4% il livelli necessario a ridurre il debito in modo significativo. A breve termine i rischi di rifinanziamento del debito paiono limitati, soprattutto grazie all’ampia liquidità delle banche italiane e al miglioramento dei conti con l’estero. La Commissione Ue nota tuttavia, riguardo le banche, che lo stock di crediti deteriorati (Npl), pur in calo, rimane elevato rispetto ad altri paesi Ue e che questo riduce la redditività degli istituti italiani.

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