Italia come Grecia del 2012 agli occhi dei mercati: la prudenza è d’obbligo

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di Luca Spoldi 28 Maggio 2018 | 16:56

Bond periferici europei nervosi

Mercati nervosi in Italia, con Piazza Affari che vede il Ftse Mib cedere oltre il 2,3% quando manca meno di un’ora alla chiusura della seduta ufficiale, e Btp decennale guida che vede il rendimento balzare al 2,69% e lo spread contro Bund al 2,328%. Guardando l’andamento di altri titoli di stato decennali, si nota poi come il “rischio Italia” stia contagiando anche altri paesi periferici.

Salgono rendimenti e spread

I Bonos decennali spagnoli oggi rendono l’1,51% con uno spread contro Bund dell’1,156%, i decennali portoghesi rendono il 2,14% (spread che sfiora l’1,78%), quellli irlandesi lo 0,98% (spread dello 0,617%). In tutti i casi tuttavia l’incremento dello spread è inferiore a quello italiano (che dopo aver sfiorato il 10% di incremento tuttora è di oltre il 9% superiore ai livelli di venerdì).

Fidentiis: Italia ricorda la Grecia del 2012

Perchè i mercati si comportano così e cosa può fare un investitore a reddito fisso? Quanto al primo punto, come già spiegava qualche giorno fa una nota del broker Fidentiis, l’Italia sembra essersi guadagnata uno “stigma” a causa di uno scenario politico che ricorda “la Grecia, Syriza, Tsipras e Varoufakis nel 2012”, con analoga operazione di costruzione del consenso su false premesse/promesse, stessa condotta populista, stesse negazioni della realtà.

Solo crollo mercati fece desistere Voroufakis e Tsipras

In quella circostanza Varoufakis e Tsipras “hanno cercato strenuamente di compiacere l’elettorato greco, come stanno facendo Lega e M5S” e solo la reazione fortemente negativa del mercato li ha indotti a desistere. Fidentiis prendeva in considerazione anche l’ipotesi che Mattarella bloccasse la coalizione M5S-Lega, puntando ad un governo per gli affari correnti e ad elezioni a settembre/ottobre 2018, ma avvertiva: vi è “il rischio che Lega e M5S continuerebbero a guadagnare consenso populista perché emergerebbero come “eroi” a cui le élites hanno impedito di governare”.

Italia a rischio “stigma”, non è il momento per comprare

In questa ipotesi, “il premio al rischio sull’Italia rimarrà elevato, così come la probabilità di un incidente di mercato perché lo stigma su cancellazione del debito, monetizzazione, dissipatezza fiscale è stato messo sul tavolo dai partiti che probabilmente guideranno il paese ora, o dopo possibili elezioni anticipate”. Non sembra dunque il momento per provare a “cogliere l’occasione al balzo” e inserire in portafoglio qualche Btp approfittando di quotazioni che potrebbero apparire basse, ma che rischiano di non rimbalzare significativamente col rischio, semmai, di ulteriori scivoloni.

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