Gorman (Morgan Stanley) non crede a una crisi imminente dell’eurozona

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di Luca Spoldi 31 Maggio 2018 | 10:03

Allarme di Soros ridicolo

L’allarme lanciato da George Soros su una possibile imminente crisi globale e sul rischio di una dissoluzione dell’Unione europea “è irrealistica” secondo l’amministratore delegato di Morgan Stanley, James Gorman. “Onestamente penso che sia ridicola”, ha affermato Gorman al riguardo durante un’intervista con Bloomberg Television. In particolare Gorman ha dichiarato di non ritenere che l’Unione europea stia “affrontando una minaccia esistenziale”.

La Fed continuerà ad alzare i tassi

Per il banchiere d’affari è poi improbabile che la Federal Reserve venga dissuasa dal proseguire lungo il suo percorso di normalizzazione della politica monetaria a causa della recente volatilità nei mercati finanziari. “La mia sensazione è che la Fed aumenterà i tassi quattro volte quest’anno”, anche se potrebbero essere tre, ha poi aggiunto il numero uno di Morgan Stanley secondo cui il dollaro “è probabile che si rafforzi nel tempo” via via che la Federal Reserve alzerà i tassi.

T-bond renderanno più del 3% a fine anno

Gorman in particolare si aspetta che i rendimenti dei T-bond a 10 anni superino il 3% entro fin anno, ma non sarebebe sorpreso se superassero anche il 4%. Sui rendimenti dei bond americani “il trend è chiaramente rialzista”. Agli investitori il banchiere d’affari ha suggerito di non provare a rispondere sulla base delle oscillazioni quotidiane dei rendimenti.

Populismo avanza ovunque ma Ue non pare a rischio

Per Gorman, infine, l’avanzata dei movimenti populisti in Italia rientra un più ampio quadro politico che si è già osservato in gran parte del mondo, inclusa la Gran Bretagna, che nel 2016 ha votato per lasciare la Ue. La sensazione è che in ogni paese i guadagni medi delle economie siano superiori a quelli percepiti dai singoli cittadini; anche così, però, Gorman non ritiene “che la zona euro sia in pericolo.

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