Lazard Freres Gestion: crisi Spagna molto diversa da crisi Italia

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di Luca Spoldi 1 Giugno 2018 | 12:09

Italia e Spagna non così simili

Dopo l’Italia, è ora la Spagna a preoccupare i mercati, ma la situazione, nota Julien-Pierre Nouen, Chief economist di Lazard Freres Gestion, “è radicalmente diversa”. Infatti lo scenario macro risulta essere migliore: la fiducia economica è ancora molto alta, è coerente con una crescita forte di circa il 3,0% e il tasso di disoccupazione sta rapidamente calando. Pertanto, anche se la mozione di sfiducia al governo Rajoi dovesse procedere, “a nostro parere, non creerà una crisi politica, perché è necessario molto di più per rompere le buone dinamiche economiche della Spagna, dal momento che il paese non ha alcun problema urgente che un governo deve risolvere”.

Mercati subiscono timori italiani

Riteniamo piuttosto, sottolinea l’economista, che il movimento nel rischio paese spagnolo “sia stato influenzato più da ciò che è accaduto in Italia, che da eventi politici interni”. Infatti, si prevede che il disavanzo del bilancio spagnolo raggiungerà il 2,5% nel 2018 e il rapporto debito/Pil ha iniziato a scendere, quindi se la crescita rimane al livello attuale, il rischio del debito spagnolo migliorerà. In ogni caso, se anche venissero indette elezioni anticipate, secondo gli ultimi sondaggi, Ciudadanos, partito pro-europeo, potrebbe vincerle.

Nessuna ipotesi di uscita dall’euro

Lo scenario più preoccupante “sarebbe rappresentato da un governo di coalizione formato da Psoe e Podemos, sebbene in tal caso dipenderebbe dal rispettivo livello di peso delle due parti”. Se il Psoe avesse il sopravvento, potrebbe essere in grado di dominare le tendenze euroscettiche di Podemos. Tuttavia, nota l’esperto di Lazard Freres Gestion, “va detto che i tre principali partiti politici (Ciudadanos, PP, Psoe) condividono l’impegno nei confronti dell’euro e, pertanto, rispettano il patto di stabilità e crescita”.

Rischio contagio innervosisce investitori

Ciò che sta influenzando il mercato obbligazionario spagnolo, secondo l’esperto, è la situazione in Italia. “Se le preoccupazioni su un’eventuale uscita dell’Italia dalla zona euro dovessero aumentare, potrebbe esserci qualche contagio e il debito spagnolo potrebbe essere sotto pressione”, ma in uno scenario del genere la Bce potrebbe essere tentata di ritardare la diminuzione negli acquisti dopo il mese di settembre. Quanto ai mercati azionari, “finché la situazione italiana non verrà risolta, i mercati dovrebbero rimanere volatili e potremmo assistere a periodi di panico”. Tuttavia, il contesto economico rimane positivo. “Il problema è che durante queste crisi il mercato non presta attenzione a questo stato di salute, ma se la paura si allontana, le borse dovrebbero rimbalzare”.

Dollaro sconta rialzo tassi Usa

Infine sul fronte dei cambi se tutto si calmasse secondo Nouen “l’euro potrebbe riprendersi e tornare a rafforzarsi, con una politica di normalizzazione della Bce”. Bisogna tenere presente, conclude l’economista, che il dollaro si è rafforzato nelle ultime settimane con un trend “iniziato ancora prima che il mercato iniziasse a preoccuparsi dell’Italia”, perché gli investitori hanno cominciato a scontare un aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti.

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