Conoscere bene il mercato locale può fare la differenza

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di Luca Spoldi 4 Giugno 2018 | 13:16

Conoscere i mercati locali può fare la differenza

Una conoscenza approfondita può fare la differenza quando si investe nei mercati del debito locale, soprattutto nei paesi più piccoli e meno sviluppati. Dedicare del tempo per conoscere a fondo le dinamiche economiche e politiche di un paese, sottolinea Ken Orchard, co-gestore del fondo T. Rowe Price Diversified Income Bond, “può generare opportunità di investimento interessanti, che altri potrebbero perdere non avendo le risorse necessarie ad analizzare adeguatamente il mercato”.

Una scommessa di lungo termine

Il gestore di T. Rowe Price, ad esempio, dal 2014 ha assunto una posizione lunga sui titoli di stato della Serbia, paese “con un’economia piccola e ben diversificata e una elevata correlazione al ciclo economico e monetario dell’Unione Europea”. “Quando abbiamo iniziato a comprare il debito della Serbia, nel 2014, le obbligazioni di breve termine rendevano attorno al 12%, significativamente di più di tutti gli altri paesi dell’area” ricorda Orchard. L’inflazione era da poco scesa rispetto ai livelli a doppia cifra visti in precedenza, ma i dubbi su quanto ciò fosse sostenibile nel tempo non permettevano ai rendimenti di diminuire.

Occhio alle dinamiche dell’inflazione

Grazie a un’approfondita ricerca sul terreno e a diversi incontri con membri del governo serbo, con la comunità delle imprese locali, con l’Ue e il Fmi, “ritenemmo che le prospettive per la crescita economica del paese erano solide. Inoltre, a nostro giudizio l’aggiustamento fiscale che era in corso alla fine avrebbe portato a un ribaltamento delle dinamiche negative del debito, a una riduzione delle necessità di finanziamento e al mantenimento dell’inflazione su livelli bassi”. Dato tutto ciò, gli esperti di T. Rowe Price ritennero che i rendimenti dei titoli di stato fossero troppo elevati, e decisero di investirvi, come già avevano fatto dal 2012 in titoli di stato romeni.

Forti ritorni sui bond rumeni e serbi

Dall’epoca dei nostri investimenti in Romania e Serbia, i rendimenti dei bond di entrambi i paesi sono scesi considerevolmente e le due posizioni in portafoglio hanno generato ritorni molto forti. Abbiamo in gran parte chiuso la nostra posizione sulla Romania, ma siamo ancora investiti in Serbia, dove il decennale è ancora attraente su basi relative grazie a un rendimento del 5% rispetto a un’inflazione sotto il 2% sin qui nel 2018” spiega Orchard, secono cui il rendimento serbo potrebbe scendere di ancora 50-70 punti base entro i prossimi 12 mesi e potrebbero esserci ulteriori opportunità da cogliere.

Ci sono ancora opportunità da cogliere

Alcune, sottolinea il gestore, potrebbero riguardare paesi con mercati obbligazionari di buone dimensioni, ma a rischio relativamente elevato, come il Kazakhistan e l’Ucraina. Altre opportunità potrebbero riscontrarsi in paesi a più basso rischio e mercati obbligazionari più piccoli (e quindi più complessi per gli investimenti) come Georgia e Armenia. “Monitoriamo con attenzione questi ed altri paesi”, conclude il gestore: “Come le nostre posizioni in Romania e in Serbia hanno dimostrato, la profonda comprensione del mercato locale ha un valore incommensurabile quando si investe nei mercati obbligazionari di paesi più piccoli e meno sviluppati”.

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