Spread, sale tensione in Eurozona in vista delle riunioni Bce

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di Luca Spoldi 6 Giugno 2018 | 16:14

QE verso la conclusione

La fine del quantitative easing (QE) si avvicina? E gli spread tra i titoli dell’Eurozona e i Bund a 10 anni tornano ad allargarsi: se quello tra i titoli italiani e i loro corrispettivi tedeschi risale oggi sui 249 punti base (+5% da ieri) dopo aver toccato un picco di 256 punti in mattinata, anche nel caso di altri emittenti gli investitori tornano a chiedere un maggior premio per il rischio.

Spread in risalita in tutta Europa

Ne fanno le spese la Francia (lo spread sale a 79 basis point, +4,95% rispetto a ieri), il Belgio (85 basis point, +4,7%), la Finlandia (65 basis point, +5,4%) e l’Austria (78 basis point, addirittura +14,2%), tutti paesi che sicuramente non venire classificati come “periferici del Sud Europa” o “Piigs” (Portogallo, Irlanda, Italia, Spagna e Grecia, ndr).

Tra giugno e settembre possibile annuncio

Del resto la Bce il 14 giugno, il 26 luglio o il 13 settembre (prossime date in cui si riunirà il board dell’istituto presieduto da Mario Draghi) dovrebbe annunciare la conclusione del QE, eventualmente dopo un breve “tapering” che ridurrebbe ulteriormente gli acquisti sul mercato (già calati da 60 a 30 miliardi di euro al mese) a 15 o anche solo 10 miliardi di euro.

Praet e Weidmann fanno il tifo per lo stop

In tal senso sono già risuonate alcune dichiarazioni da parte dei “falchi” che siedono nel board come Peter Praet e Jens Weidmann, il primo avendo sottolineato l’opportunità di avviare una valutazione “se il progresso realizzato fin qui sia sufficiente a consentire un graduale riassorbimento dei nostri acquisti di titoli”, l’altro ritenendo “plausibili” le aspettative di una conclusione del QE comunque entro il 2018.

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