Anche Mark Mobius scommette sull’India

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di Luca Spoldi 11 Giugno 2018 | 16:24

Mobius punta sull’India

Mark Mobius non ama rimanere troppo a lungo a bordo campo. Dopo essersi ritirato a fine gennaio da Franklin Templeton (società nella quale era entrato nel 1987), l’investitore veterano dei mercati emergenti ha annunciato il suo ritorno in attività con una sua società, Mobius Capital Partners. Mobius vede ancora opportunità da cogliere sui mercati emergenti, come ad esempio l’India, che prevede possa salire di circa un 15% da qui a fine anno.

Investire seguendo i principi Esg

Mobius Capital Partners intende raccogliere alcuni miliardi di dollari dagli investitori e concentrarsi in investimenti sui mercati emergenti e compagnie all’avanguardia che rispettino i principi degli investimenti responsabili Esg (environmental, social and governance, ndr). Proprio per questo Mobius non prevede di prendere parte in alcun modo alla più volte preannunciata Ipo di Saudi Aramco.

Ventisei anni di successo

Negli ultimi 26 anni, trascorsi alla guida del team di Franklin Templeton responsabile del fondo Templeton Emerging Markets Trust, Mobius ha ottenuto performance davvero importanti: chi avesse investito mille euro nel fondo da lui gestito nel giugno 1989, quando ne assunse la responsabilità, per disinvestire lo scorso ottobre, quando cedette il timone a Carlos Hardenberg (che lo ha poi seguito in Mobius Capital Partners), ne avrebbe ottenuti 157 mila.

Dal 2009 risultati inferiori a fondi indicizzati

Guardando però solo agli ultimi anni gli analisti di Morningstar hanno notato come alcuni fondi passivi abbiano dato risultati migliori: in particolare il Vanguard Emerging Markets Stock Index Fund, lanciato nell’agosto 2009, ha ottenuto da allora al settembre 2015 un guadagno del 34%, contro il +22% segnato da Mobius con Templeton Emerging Markets Trust. Nel biennio che il fondo è stato gestito da Hardenberg le cose non sono andate meglio: il fondo di Vanguard ha guadagnato il 156%, il fondo di Franklin Templeton il 135%.

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