Dws: la politica monetaria americani è ancora sufficientemente “morbida”

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di Luca Spoldi 15 Giugno 2018 | 13:23

La Fed ha irrigidito la sua politica monetaria?

Quanto è ancora “allentata” o al contrario quanto si è “irrigidita” la politica monetaria americana, dopo che a inizio mese la Federal Reserve ha alzato per la seconda volta da inizio anno i tassi (settimo rialzo consecutivo) sui Fed Funds, portandoli all’1,75%-2%? Un modo per rispondere a questa domanda è prendere in considerazione i tassi di inflazione e valutare dunque il tasso d’interesse reale, secondo quanto fanno osservare gli esperti di Dsw, l’asset manager del gruppo Deutsche Bank.

Un confronto col passato può fornire indicazioni

Se si confronta in particolare il tasso dei Fed Funds di oggi con quello dei cicli precedenti si possono fare considerazioni interessanti: prendendo come riferimento il tasso di inflazione “core”, attualmente pari al 2,2% annuo, gli uomini di Dws notano come il tasso sui Fed funds sia ancora negativo. Guardando invece al picco nei precedenti cicli di stretta monetaria, tale tasso era, in termini reali, attorno al 5% alla fine degli anni ’80, e attorno al 4% alla fine del secolo, nonché attorno al 3% prima della crisi finanziaria del 2008.

Tassi reali sui Fed Funds restano leggermente negativi

Sotto questo punto di vista, dunque, i rialzi dei tassi che abbiamo visto finora sono stati piuttosto moderati e la politica monetaria statunitense può ancora definirsi “allentata”. Josh Feinman, Chief global economist presso Dws, ha fatto notare che finché il mercato del lavoro continuerà a restringersi, la Federal Reserve resterà propensa ad alzare i tassi. Tuttavia, se l’inflazione rimarrà vicina al livello obiettivo del 2% annuo, come si attendono gli esperti dell’asset manager tedesco, allora non la banca centrale Usa non si sentirà obbligata a muoversi troppo o troppo velocemente.

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