Mps ancora in recupero, non dispiace ipotesi Credit Agricole

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di Luca Spoldi 15 Giugno 2018 | 14:31

Mps avanti piano in borsa

Mps poco mosso ma positivo a Piazza Affari nonostante l’emergere di nuove prese di profitto sul listino italiano che spingono il Ftse Mib a perdere oltre un punto a metà giornata, grazie alle voci circolate sulla stampa italiana di un possibile interesse di Credit Agricole per l’istituto al momento controllato al 68% dal Tesoro italiano.

Ipotesi Credit Agricole coerente con risiko europeo

Una voce, commentano gli analisti di Websim, che alla luce di altre indiscrezioni che parlano di discussioni in corso tra Societe Generale e Unicredit per una fusione tra “big” a livello europeo, fanno tornare in auge le ipotesi di un “risiko bancario” a livello continentale, in vista di un’Europa più coesa anche in ambito bancario.

Dal 18 giugno Mps torna nel Ftse Italia mid cap

A Piazza Affari il titolo Mps dopo aver toccato in mattinata un picco di 2,845 euro ridiscende sotto i 2,82 euro per azione (+0,5% sulla chiusura di ieri), tra scambi che restano inferiore agli 1,2 milioni di pezzi. Da inizio anno il bilancio borsistico dell’istituto senese resta ampiamente negativo e attorno al -28%. Un recupero potrebbe tuttavia essere in vista, dato che dal prossimo 18 giugno il titolo Mps prenderà il posto di Mutuionline nel paniere dell’indice Ftse Italia mid cap.

Governo deve ancora dire la sua

La prudenza resta tuttavia d’obbligo, non essendo ancora chiari gli orientementi del nuovo governo dopo che nel “contratto di governo” era stata segnalata la necessità di ripensare il business model della banca, frase che Claudio Borghi, responsabile della Lega che pareva destinata al ruolo di sottosegratario all’Economia, come poi non è stato, aveva interpretato parlando di necessità di mantenere la banca sotto il controllo pubblico.

Morelli prosegue come da piano industriale

Ipotesi quest’ultima che è invece esclusa a livello europeo, dove si fa notare come il via libera agli aiuti di stato concessi a Mps prevedeva che l’ingresso del Tesoro nel capitale fosse temporaneo e non potesse protrarsi oltre il 2021. Nel frattempo l’amministratore delegato Marco Morelli continua come da piano industriale, potendo vantare una prima trimestrale 2018 decisamente incoraggiante. Entro l’anno la banca dovrebbe pertanto cedere un portafoglio da 2,6 miliardi di Npl e un secondo da 1,5 miliardi di Utp (inadempienze probabili, ndr).

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