Borse incerte, pesano tensioni commerciali e profit warning Daimler

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di Luca Spoldi 21 Giugno 2018 | 11:04

Borse incerte, pesano tensioni commerciali

Borse che tornano a mostrare un andamento incerto in Asia (Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,61%, ma Hong Kong ha perso l’1,35% e Shanghai l’1,37%) come in Europa (dove Londra segna +0,32%, Parigi resta attorno ai livelli di ieri, mentre Francoforte e Madrid sono in calo). Non si sottrae all’incertezza, legata alle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo (da domani la Ue applicherà dazi alcuni prodotti americani per 2,8 miliardi di euro, in risposta ai dazi Usa su acciaio e alluminio europei, scattati a inizio mese), Piazza Affari, col Ftse Mib che dopo un’ora e mezza di lavoro cede l’1%, coi titoli bancari che sembrano aver esaurito il rimbalzo e tornano a perdere terreno.

Daimler prima vittima dei dazi, pesa su Fca

Deboli in particolare appaiono stamane Banco Bpm, Bper Banca, Ubi Banca e Unicredit, con perdite attorno o sopra i due punti percentuali. Calo analogo anche per Fiat Chrysler Automobiles, con quest’ultima che risente del “profit warning” di Daimler che ora prevede utili non più in lieve crescita ma in calo a causa dei dazi fatti scattare da Usa e Cina, mentre Moncler e Atlantia recuperano attorno al punto percentuale. Tra le capitalizzazioni minori partenza sprint per Servizi Italia che sullo Star guadagna l’8% a 4,98 euro per azione dopo aver toccato un picco di 5,04 euro finendo anche sospeso al rialzo.

Ovs si mette in luce tra le piccole

In forte rialzo anche Ovs, dopo l’approvazione dei conti del primo trimestre con ricavi in lieve crescita grazie al buon andamento delle vendite nei negozi a marchio Ovs ed oneri straordinari per circa 54,6 milioni legati alla partecipata svizzera Sempione Fashion che hanno portato il risultato in perdita per 26,1 milioni. Al netto delle voci straordinarie legate a Sempione il trimestre si sarebbe chiuso in utile per 13,2 milioni. L’indebitamento netto a fine aprile era però salito a 423,5 milioni, contro i 317,9 milioni di fine gennaio.

Vicenda Sempione sembra ormai alle spalle

A piacere agli investitori sembra essere la conclusione della vicenda Sempione (dal 30 maggio ammessa alla proceduta concorsuale provvisoria), per la quale la società, che in giornata presenterà i dati alla comunità finanziaria, non prevede di dover procedere a ulteriori accantonamenti e svalutazioni. Il resto dei conti pare in linea con le previsioni degli analisti, con gli uomini di Websim che hanno subito confermato il proprio giudizio “interessante” e il target price di 4,7 euro per azione.

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