Recordati tira il fiato, attende conclusioni trattative con Cvc

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di Luca Spoldi 22 Giugno 2018 | 17:01

Recordati tira il fiato

Finale di settimana sottotono per il titolo Recordati che a Piazza Affari cede lo 0,35% quanto manca un’ora alla chiusura delle contrattazioni, col titolo poco sopra i 34 euro per azione, nonostante ieri la famiglia proprietaria abbia confermato che sta trattando col fondo di private equity britannico Cvc per la cessione della sua quota di controllo (51,8% detenuta tramite Fimei).

Confermate trattative con Cvc

I Recordati hanno peraltro precisato che restano ancora “molti ostacoli da superare” e che non è certo che le trattative possano proseguire né quanto potranno durare (e ovviamente quale possa essere l’esito delle stesse). Salvo che alcuni rami della famiglia preferiscano mantenere la propria partecipazione, sembrerebbe comunque che un eventuale esito positivo della trattativa apra le porte ad un’Opa obbligatoria sul titolo, che sbarcò a Piazza Affari il primo aprile 1999 procedendo poi ad una serie di acquisizioni nel corso degli anni.

Equita Sim: quota Recordati può valere 3,5-4 miliardi

Le ultime voci parlano di una valutazione superiore ai 3 miliardi di euro per una non precisata quota di maggioranza. La valutazione appare leggermente inferiore all’attuale valutazione borsistica (7,2 miliardi di euro di capitalizzazione), cosa che lascia ipotizzare, come fatto anche dagli analisti di Equita Sim, che in realtà le trattative possano vertere su un range di valutazione tra i 3,5 e i 4 miliardi per la quota di Fimei.

Multipli non dissimili da quelli di Stada

Lo scorso anno, ricordavano ieri gli uomini di Equita Sim, l’acquisizione di Stada da parte del fondo di private equity Cinven-Bain valutò la società 5,2 miliardi di euro, con multipli pari a circa 2,5 volte le vendite, 13 volte l’Ebitda, 18 volte l’Ebit e 23 volte gli utili 2016. Il range sopra citato per Recordati implicherebbe invece multipli sostanzialmente allineati di 13,5-15,5 volte l’Ebitda, 15-18 volte l’Ebit e 23 volte circa gli utili 2017. Non sarebbe dunque impossibile vedere Recordati valorizzato anche a valori superiori a quelli attuali di Piazza Affari, sempre che tutto fili liscio.

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