Blockchain distribuisce la ricchezza più equamente rispetto ad internet

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di Luca Spoldi 28 Giugno 2018 | 10:56

Logica blockchain diversa da internet

Cos’è che rende la tecnologia blockchain intrinsecamente diversa da quella internet “classica”? Come hanno illustrato più volte gli esperti di Union Square Ventures, la precedente generazione di protocolli condivisi (Tcp/Ip, Http, Smtp e così via) ha prodotto un enorme valore, ma la maggior parte di questo è stato acquisito e riaggregato al livello delle applicazioni, in gran parte sotto forma di dati (si pensi a Google o Facebook). Con internet la distribuzione del valore vede una quota modesta che va agli sviluppatori di protocolli e una quota molto robusta agli sviluppatori di applicazioni.

Si inverte la distribuzione di valore

Investire in applicazioni ha così prodotto rendimenti elevati, mentre investire direttamente in tecnologie di protocollo ha generato generalmente rendimenti bassi. Cosa che si è riflessa nelle quotazioni di borsa delle aziende attive nell’uno o nell’altro ambito. Nel caso della blockchain è l’opposto: il valore si concentra al livello di protocollo condiviso e solo una frazione di tale valore viene distribuita a livello delle applicazioni. Se si guarda la rete Bitcoin ha una capitalizzazione di mercato di 105 miliardi di dollari, ma le principali società in cima alla catena valgono non più di alcune centinaia di milioni e la maggior parte è sopravvalutata in base ai fondamentali.

Dati condivisi e token con appeal speculativo

Allo stesso modo lar ete Ethereum ha una capitalizzazione di mercato di neppure 44 miliardi di dollari, con i principali sviluppatori di applicazioni che valgono poche decine/centinaia di milioni. Secondo gli esperti di Union Square Ventures sono due i motivi intrinseci per cui questo accade. Il primo è che si utilizzano dati condivisi e il secondo è l’intoduzione di token di “accesso” crittografico alle reti blockchain con qualche appeal speculativo (le “criptovalute”). In particolare, dato che la maggior parte dei token sono programmati per essere scarsi, al crescere dell’interesse per il protocollo tende a crescere anche il prezzo del token e quindi la capitalizzazione di mercato della rete.

Il meccanismo virtuoso della blockchain

Quando poi iniziano ad emergere applicazioni di successo, accadono due cose: nuovi utenti sono attratti dal protocollo, aumentando la domanda di token mentre gli investitori tendono a mantenere in portafoglio i loro token, in previsione di futuri aumenti di prezzo, limitando ulteriormente l’offerta, cosa che favorisce un aumento del prezzo e l’interesse da parte di nuovi investitori. Ciò che è importante di questa dinamica è l’effetto che ha sul modo in cui il valore si distribuisce: la capitalizzazione di mercato del protocollo cresce sempre più velocemente del valore combinato delle applicazioni create in cima, poiché il successo del livello applicativo spinge ulteriori speculazioni a il livello del protocollo.

Meno colossi, più ricchezza distribuita

Inoltre, l’aumento del valore a livello di protocollo attira e incentiva la concorrenza a livello di applicazione. Rispetto alla logica di internet, questo è un grande cambiamento. La combinazione di dati aperti condivisi con un sistema di incentivi che impedisce lo sviluppo di mercati dove “chi vince prende tutto” (come nel caso di Facebook, Amazon, Google o Netflix) cambia il gioco a livello di applicazione e crea un’intera nuova categoria di aziende con modelli di business fondamentalmente diversi a livello di protocollo. Distribuendo più equamente il valore e scusate se è poco.

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