Criptovalute: Quale comprare quando il Bitcoin non è un’opzione?

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di Redazione 29 Giugno 2018 | 10:13

A cura di Mary Ann Callahan

Le tre migliori alternative al Bitcoin

Negli ultimi mesi del 2017 ognuno di noi ha visto almeno qualche pubblicità riguardante il Bitcoin. Tutto questo fino al momento in cui il prezzo del BTC è sceso drasticamente.

Come si può vedere nel grafico sottostante, il prezzo del Bitcoin è sceso da oltre 14.000 euro all’inizio fino a meno di 6.000 euro in circa un mese.

Nonostante questa discesa, alcuni investitori (tra i quali Tom Lee) affermano che il Bitcoin raggiungerà un valore di 25.000 dollari entro la fine del 2018. Al prezzo attuale del dollaro questo equivale a circa 21.000 euro per Bitcoin. Questo sembra poco probabile date le attuali circostanze, ma la verità è che nessuno ha una sfera di cristallo.

Il meccanismo segreto alla base dei movimenti del mercato

Molti ciarlatani del settore delle criptovalute fanno affermazioni senza fondamenta. In realtà, ciò che determina i prezzi delle criptovalute è ciò che spinge tutti i prezzi dei titoli nel lungo termine. A stabilire il prezzo è il rapporto tra la domanda e l’offerta.

La quantità della maggior parte delle criptovalute è predeterminata. Ad esempio, sappiamo già che saranno creati esattamente 21 milioni di Bitcoin.

La domanda fondamentale

Quindi, partendo da quanto affermato in precedenza, vogliamo capire quali criptovalute potrebbero essere in grado di affermarsi. Ad oggi esistono centinaia di criptovalute e ci si può aspettare che molte di loro scompariranno nell’arco di pochi anni.

Come capire quali saranno le criptovalute più diffuse?

Fondamentalmente quello che vogliamo capire è se in futuro ci sarà più domanda o offerta di una certa criptovaluta. Per rispondere a questo quesito dovremmo concentrarci su una domanda fondamentale: Qual è l’utilità di una criptovaluta?

Questa domanda può sembrare banale. Detto questo, la risposta non lo è. Nel mondo di tutti giorni ragioniamo già secondo questo principio. Pensiamo ai seguenti esempi:

– Vorresti essere pagato in Dollari Americani o in Bolivar Venezuelani?

– Preferiresti effettuare un investimento in Euro o in Lira Turca?

La risposta che diamo tiene conto del rischio politico, economico e inflazionario in quei Paesi.

Sia per le FIAT che le criptovalute le regole sono le stesse

Nel caso delle criptovalute, ogni moneta è diversa e presenta caratteristiche positive e negative. Nel caso del Bitcoin, ad esempio, c’è un’importante limitazione. Questa, in particolare, consiste nella piccola quantità di transazioni al secondo che questa blockchain riesce a gestire.

Secondo Barry Silbert, fondatore del Digital Currency Group (DCG), vi sono dei motivi precisi per investire nelle seguenti criptovalute:

– Bitcoin diventerà uno standard nella valutazione di valore per le criptovalute

– Z-cash sarà lo standard per la privacy

– Ethereum Classic sarà lo standard per gli smart contract.

È irrazionale credere che Silbert possa predire il futuro con sicurezza. Nonostante questo, a differenza di molti truffatori, la sua azienda ha investito $600 milioni nelle tre criptovalute sopra elencate.

La terza alternativa al Bitcoin?

Come già osservato, la domanda fondamentale è relativa all’utilità della valuta. Silbert ha individuato tre valute con tre punti forti diversi. Niente esclude che potrebbero esserci altre caratteristiche desiderabili. Ad esempio, la velocita di transazione che tanto affligge il Bitcoin.

In questo campo Ripple risulta essere tra le criptovalute “mainstream” (per quanto le criptovalute possano essere comuni) più veloci in assoluto. A differenza di quanto molti credono, però, Ripple non è la criptovaluta che può gestire più transazioni al secondo fra le criptovalute con maggiore capitalizzazione di mercato.

Secondo HowMuch.net Ripple è capace di gestire fino a 1500 transazioni al secondo. EOS, solo due posti sotto a livello di capitale di mercato è stato testato poco prima del lancio della sua mainnet con un risultato di circa 1.000 transazioni al secondo. Detto questo EOS ha implementato un sistema di comunicazione inter-catena che consente a diverse blockchain di funzionare in parallelo in modo simile ad una sola. Questo porta la quantità di transazioni al secondo che possono essere gestite da EOS molto oltre quanto supportato da Ripple.

Per dare un’idea più chiara del reale significato di questi numeri, basta pensare che Visa è capace di gestirne 24.000 mentre PayPal solo 193. Al momento PayPal è utilizzato da più di 200 milioni di persone nonostante la velocità delle transazioni sia notevolmente inferiore rispetto a quella di Visa. Questo ci fa capire il potenziale che Ripple potrebbe avere nel settore delle transazioni online. Inoltre, sia Visa che PayPal esistono da molto più tempo rispetto alle criptovalute. Ciò significa che hanno avuto più tempo per evolversi e svilupparsi.

Il Ripple è stato rilasciato ufficialmente solo nel 2012 e possiamo affermare che con qualche anno a disposizione potrebbe svilupparsi ulteriormente e diventare un potenziale sostituto per alcune forme di pagamento online come PayPal. Ma prima di acquistare XRP, vi consigliamo di leggere fino in fondo.

Z-cash, Ethereum e Ripple: possibili aspetti negativi

Abbiamo elencato tre criptovalute che potrebbero sopravvivere nei prossimi anni. Per ognuna di esse abbiamo parlato degli aspetti positivi e di come potrebbero essere utilizzate in futuro. Ora dobbiamo analizzare anche i potenziali difetti che potrebbero rallentare il loro sviluppo o renderle obsolete.

Z-cash:

La criptovaluta che potrebbe diventare lo standard per la privacy rendendo gli utilizzatori anonimi. Un primo difetto viene riportato da Peter Todd, Core Developer di Bitcoin. Nel 2016, Todd ha scritto un post (ora ancora in discussione) nel quale ha dichiarato che Z-cash è ancora in fase sperimentale e relativamente fragile.

Anche un cambiamento culturale potrebbe essere una forte minaccia per Z-cash. Sembra che le generazioni Y e Z diano meno importanza alla privacy e questo potrebbe relegare Z-cash ad alcuni utilizzi di nicchia piuttosto che ad un utilizzo di massa.

Ethereum:

La possibile piattaforma per gli smart contract. Ethereum è pensato e costruito per essere flessibile e adatto a diversi utilizzi. È proprio questa flessibilità che ne riduce l’ottimizzazione per utilizzi specifici.

Un secondo punto critico riguarda la documentazione. Questa viene migliorata gradualmente dagli sviluppatori che prendono parte allo sviluppo di Ethereum o degli smart contract. Tuttavia, una documentazione completa e aggiornata per tutti gli utilizzi non è disponibile.

Ripple:

Quello che finora abbiamo chiamato valuta, semplicemente non lo è. XRP non è Ripple poiché Ripple è un’azienda che offre software finanziari basati sulla blockchain. Come è possibile vedere sul sito web aziendale, Ripple offre tre soluzioni: xCurrent, xRapid e xVia.

– Il prodotto di punta è xCurrent che permette alle banche di muovere denaro in maniera più efficiente grazie alla blockchain Ripple. Questo prodotto è il più utilizzato e non è basato su XRP.

– xRapid permette alle banche di ottimizzare il livello di liquidità scambiando valute contro XRP. Questa è una buona opportunità ma c’è un rischio legato alla volatilità del XRP. Inoltre, XRP non è ancora utilizzato in maniera diffusa tra i clienti di Ripple e potrebbe presentare problemi di scalabilità.

– xVia è un’interfaccia standard che Ripple offre ai suoi clienti.

 

Se queste informazioni vi hanno colto alla sprovvista, questo è positivo. Prima di investire in certi asset o nelle criptovalute si dovrebbe sempre fare ricerche approfondite e minuziose per evitare di prendere decisioni di cui vi potreste pentire. In ogni caso, nessuno è capace di prevedere il futuro e altri fattori potrebbero rivelarsi più importanti e rendere altre criptovalute uno standard per alcune nicchie.

L’importante è chiedersi sempre quale sarà l’utilità della criptovaluta quando cerchiamo di stimarne il valore.

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