Perchè non bisogna aver paura del toro che invecchia

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di Luca Spoldi 3 Luglio 2018 | 14:01

I mercati globali temono il toro che invecchia

I mercati globali “stanno certamente mostrando molta paura e incertezza, dal momento che la narrativa del toro scatenato si è trasformata in quella di un toro che invecchia e si affievolisce, principalmente a causa dei timori sull’inflazione e sulla fine dello stimolo monetario”. Ciò nonostante David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Global Focused Growth Equity, si dice scettico “sul discorso del “ritorno dell’inflazione”, nonostante l’aumento dei dati anno su anno dell’indice sui prezzi al consumo e l’elevata preoccupazione dei mercati”.

Inflazione, un quadro più complesso di quanto si creda

Pur riconoscendo che c’è un “effetto eco” quando si parla di inflazione, questa risulta “da un confronto temporale puntuale che dipende dal livello base di un anno prima” e quel livello base “era insolitamente basso nel primo trimestre del 2017, quando un’economia globale modesta e l’incertezza sulla politica degli Stati Uniti frenavano la spesa e gli investimenti”. L’esito della “lotta” inflazionistica che si svolgerà quest’anno secondo il gestore di T. Rowe Price “è molto più complesso e vediamo alcune forze strutturali molto forti che stanno influenzando l’inflazione sia negativamente che positivamente”.

Investire in società in grado di crescere ancora

Un notevole impatto di questa era di cambiamento secolare per gli investitori azionari “è che in un mondo caratterizzato da una minore crescita economica, le società growth hanno sovraperformato significativamente e hanno guadagnato una reputazione più favorevole per molti investitori” aggiunge l’esperto secondo cui occorre rimanere concentrati “sull’essere dalla parte giusta del cambiamento, investendo in società in grado di crescere in quello che riteniamo sarà un mondo in minore espansione”.

Approccio più equilibrato agli investimenti azionari

Quello che sta facendo il gestore di T. Rowe Price Global Focused Growth Equity è assumere un approccio più equilibrato, “in quanto molte delle aree cicliche strutturalmente depresse (come asset finanziari e industriali) hanno rimbalzato in risposta alle crescenti aspettative di espansione globale. Nel frattempo, la tecnologia informatica e altri settori che sono stati chiari beneficiari all’interno del mercato sono diventati molto più affollati”, il che rappresenta una sfida per determinati segmenti del mercato.

Approfittare di crolli immotivati delle quotazioni

Pertanto, “siamo molto specifici sui titoli che deteniamo e restiamo fedeli al nostro framework di investimento, incentrato sull’individuazione di società di alta qualità delle quali abbiamo a disposizione informazioni sul futuro miglioramento dei ritorni economici. La volatilità ci ha consentito di dare una rinfrescata alle nostre partecipazioni, dove le paure macro hanno spostato senza ragione i prezzi delle azioni. Guardando al quadro generale, Eiswer conferma la propria fiducia sull’outlook di lungo periodo per le aziende che sono dalla parte giusta del cambiamento, restando tuttavia assolutamente vigile “sugli eventuali rischi che potrebbero farci cambiare idea”.

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