Hedge Invest: ci attendono mesi molto volatili e difficili per i mercati

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di Luca Spoldi 12 Luglio 2018 | 16:15

Tre rischi per i mercati

Sono tre i rischi che compongono la “Chimera” dei mercati (ossia le principali minacce che aleggiano sul mercato al momento) secondo Filippo Lanza, gestore del fondo HI Numen Credit di Hedge Invest Sgr: il primo rischio è legato al desiderio della maggior parte delle banche centrali di iniziare la stretta monetaria con le mosse aggressive sia della Federal Reserve sia della Bce il mese scorso. Mario Draghi, ancora una volta, ha “magicamente passato come accomodante una forward guidance senza impegno, ma la realtà è che la Bce sta raggiungendo la Fed nel processo di assorbimento della liquidità creata negli anni passati” nota il gestore.

Banche centrali, tecnologia e liquidità

Il secondo rischio è legato all’inverno tecnologico che sta arrivando: “in molti settori (media, processori, ecc.) gli storici player sono attaccati da nuovi operatori, con l’effetto di spingerli ad acquisizioni difensive che porteranno all’aumento dell’indebitamento, ma a risultati molto inefficienti che non ostacoleranno l’avanzata dei giganti tecnologici”. Terzo ma non meno importante rischio, il livello del leverage dei mercati e lo squilibrio tra liquidità dei portafogli sottostanti a molti fondi con possibilità di uscita giornaliera.

Possibili movimenti robusti in entrambe le direzioni

“Ci aspettiamo crisi di liquidità e violenti salti di prezzo sempre più frequenti una volta che i fondi saranno forzati a ridurre le loro esposizioni”. La prossima crisi secondo il gestore di Hedge Invest “verrà dalla politica dei dazi voluta da Trump: il presidente americano potrebbe calmarsi e sospendere i dazi, oppure insisterà pensando di poter facilmente vincere la guerra tariffaria. Lo scenario è assolutamente binario e difficile da prevedere, quindi crediamo che la cosa migliore sia comprare più opzionalità possibile, mentre attendiamo il prossimo tweet”.

Meglio ridurre bond italiani e greci in portafoglio

Lanza resta convinto “che la parte più costosa sia quella dei governativi e all’interno del fixed income la componente core Europe”, ossia i titoli tedeschi, titoli francesi e titoli olandesi. Per questo intende vendere tatticamente del valore “sulla periferia in generale, nelle obbligazioni sovrane di Italia e Grecia”. Anche il mondo dei bond governativi americani potrebbe tuttavia andare in tensione: la Federal Reserve ha iniziato una politica monetaria ristrettiva e la guerra commerciale con la Cina potrebbe portare Pechino a ridurre l’acquisto dei titoli di stato americani. Il comportamento dell’amministrazione americana è infatti imprevedibile, così come le reazioni cinesi.

Ci attendono mesi difficili e molto volatili

“Nonostante tutto riteniamo che sia più probabile trovare un compromesso, piuttosto che sfociare in una dichiarazione di guerra totale che comporterebbe perdite drastiche per tutte le parti coinvolte”. Pertanto l’esperto si attende mesi “che potrebbero diventare molto volatili e difficili”, e quindi ha deciso di adottare un approccio molto cauto: “stiamo costruendo posizioni di volatilità per coprirci da eventi estremi, sia sull’upside che sul downside”, conclude Lanza.

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