I mercati finanziari vanno incontro a bruschi risvegli, Italia a rischio

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di Luca Spoldi 17 Luglio 2018 | 09:23

Pimco teme “bruschi risvegli” per i mercati

Nei prossimi anni i mercati finanziari potrebbero andare incontro a una serie di “risvegli bruschi” secondo gli uomini di Pimco, che in una nota avvertono come in Europa, queste previsioni sembrino già in atto. Tra i principali “rischi secolari” che gli esperti identificano vi è l’emergere di una reazione populista radicale contro il capitale, l’establishment e il libero scambio; uno spostamento del policy mix verso l’espansione fiscale; un contesto di mercato caratterizzato da una minore dipendenza dalle banche centrali; un crescente conflitto geopolitico; una probabile recessione globale nei prossimi anni.

Rischi geopolitici in aumento in Europa

L’Italia preoccupa gli uomini di Pimco in particolare, avendo eletto “un governo radicale anti-establishment che intende impegnarsi in un significativo allentamento fiscale proprio mentre la Banca centrale europea sta per terminare il suo programma di acquisto di asset”. Più in generale i rischi geopolitici nel vecchio continente, notano gli esperti, “sono in aumento, come mostra l’attuale crisi dell’immigrazione e dei rifugiati. E il disegno ancora fragile dell’unione monetaria lascia la regione molto esposta al rischio di ribasso quando la prossima recessione colpirà”.

In Italia i rischi stanno crescendo rapidamente

Sempre in Italia i rischi secolari di cui sopra stanno non solo iniziando già a materializzarsi, ma lo stanno facendo a una velocità superiore alle previsioni. Lo spread sui titoli di stato italiani, notano gli uomini di Pimco, “è aumentato i partiti anti-establishment M5S e Lega hanno forgiato un’alleanza attorno a un programma che comportava un pacchetto di allentamento fiscale molto ampio e l’eventuale introduzione di una valuta fiscale parallela. È importante sottolineare che una prima versione di questo programma sosteneva anche l’introduzione di meccanismi in Europa che avrebbero permesso agli stati sovrani di uscire dall’unione monetaria. E il governo in Italia ha nominato alcuni noti euroscettici per incarichi chiave di ministri e sottosegretari”.

Unione monetaria resta poco solida

Con l’aumento della volatilità del mercato, il nuovo governo italiano ha cercato di rassicurare gli investitori, ma il danno era stato fatto. “Il genio dell’euro-uscita è stato fatto uscire dalla bottiglia e i piani fiscali del governo contrastano fortemente con la recente asserzione del ministro delle Finanze Giovanni Tria secondo cui il debito pubblico dovrebbe essere ridotto”. Quel che è peggio, l’aumento del rischio politico in Italia arriva sullo sfondo di un’unione monetaria con un’infrastruttura poco solida. “Gli sforzi macro convergenti nei paesi core e periferici nell’area dell’euro sono rimasti insufficienti e alla regione mancano i meccanismi di stabilizzazione fiscale e finanziaria che mitigherebbero l’impatto della prossima recessione”.

Vertice Ue di giugno ennesima occasione perduta

Lo stesso vertice Ue di giugno “è stata un’altra occasione mancata a questo proposito, con importanti decisioni sull’integrazione regionale nuovamente posticipate”. I progressi appaiono ora “difficili date la visioni divergenti tra gli Stati membri su questioni importanti come l’assicurazione comune dei depositi bancari e un bilancio della zona euro”.

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